Restauro di Villa Cristina, della Cantina del vino e sistemazione paesaggistica
Procedura selettiva
Via San Gottardo, 6877 Coldrerio
Data di pubblicazione
30.01.2017
Ente banditore
Repubblica e Cantone Ticino
SIA 142
Gallery fotografica
Ente banditore e giuria
Membri tecnici o professionisti
- Martin Boesch (arch., Zurigo),
- Ivano Gianola (arch., Mendrisio),
- Sabina Snozzi Groisman (arch., Locarno),
- Belén Alves Pfister (arch., Mendrisio),
- Salvatore Ferrara (arch., SL, Bellinzona),
Membri non professionisti
- Gianmarco Petrini (direttore aggiunto, DECS/DFP, Breganzona),
- Tiziano Jam (arch., DFE/SL, Bellinzona),
- Timothy Delcó (ing., Specialista in ingegneria del costruito DFE/SL, Bellinzona),
Risultati del concorso
Obiettivi del committente
Il committente intende ottenere, tramite un concorso a due fasi, un progetto completo ed un unico team di professionisti per i progetti di Villa Cristina, della Cantina del vino e degli spazi esterni adiacenti.
Raccomandazione della giuria
Conformemente all’articolo 23 del Regolamento dei concorsi d’architettura e d’ingegneria SIA 142 la giuria raccomanda all’unanimità al committente di attribuire il mandato di progettazione e realizzazione all’autore del progetto classificato al 1° rango / 1° premio.
Il progetto «Stanza» raccomandato dalla giuria al committente per il proseguimento della progettazione e della realizzazione dovrà essere ulteriormente approfondito.
Commenti ai progetti
Stanza (1o rango, 1o premio, José María Sánchez García Architetti)
Tavole del progetto non pervenute
La giuria ha apprezzato il meticoloso lavoro di indagine analitica e la chiara rappresentazione grafica che va ben al di là di quanto richiesto dal bando di concorso. Il lavoro di analisi accurato ha portato ad una proposta tipologica conseguente e coerente con gli obbiettivi e la sensibilità che ci si attende negli intenti di restauro di Villa Cristina e, più in generale, per l’Istituto Agrario Cantonale di Mezzana.
Convinzione della giuria, condivisa anche dalla Committenza, è che per un intervento di questo tipo, la scelta tipologica e di restauro debbano prevalere rispetto ad alcuni aspetti prettamente funzionali. Pertanto la giuria ritiene che, per rispettare l’idea originale della villa, il portico e il loggiato debbano essere riaperti per ristabilire così la corretta relazione tra l’edificio e la corte che si relaziona con il territorio circostante.
Viene pure ritenuto che di fronte ad un monumento storico la sostenibilità passi anche dall’accettazione di uno stato di fatto e quindi non necessariamente dalla ricerca spinta di scelte tecniche e di installazioni. Questo non solo riguardo alla climatizzazione e alla ventilazione (non ritenute necessarie) ma anche per quanto attiene la rete informatica che dovrà essere funzionale ma limitata ai luoghi dove è prettamente necessaria. Si ritiene che sia sufficiente e più rispettoso verso la tipologia e il contesto della villa intervenire con elementi semplici ed essenziali, naturalmente nel rispetto di tutte le esigenze richieste.
La scelta di inserire gli spazi per la Regio Insubrica nella villa originaria e la biblioteca al primo piano dell’ala ovest convincono la giuria. Così come risulta corretta la posizione dell’ascensore e dei servizi.
Le scelte dei dettagli e delle finiture proposte nel progetto sono molto approfondite, ciò permette di valutare ad un buon livello il tipo di restauro da adottare. È stata ad esempio apprezzata la proposta conservativa dei materiali in generale e delle finiture. In questo contesto anche l’analisi sull’illuminazione, purché ancora da affinare, dimostra molta sensibilità nell’affrontare le tematiche poste.
Anche le scelte tecniche, sia dal profilo progettuale che esecutivo sono molto approfondite e coerenti. Come già detto la giuria non ritiene necessarie alcune installazioni proposte (per esempio la climatizzazione e la ventilazione). L’eliminazione di questi impianti permetterà quindi di semplificare e ridimensionare alcuni interventi, in particolare gli armadi di distribuzione all’interno dei locali. Questo mobilio infatti, così come proposto, risulta molto ingombrante e rende talvolta difficile la percezione complessiva degli spazi, aspetto questo in parziale contraddizione con l’idea di recuperare le stanze originali nella loro volumetria. Inoltre, l’eliminazione degli armadi tecnici, o perlomeno il loro ridimensionamento permetterebbe maggiore flessibilità nell’arredo dei locali.
Per quanto concerne la cantina, la proposta di interrare l’ampliamento è valutata positivamente in quanto permette di creare un rapporto visivo di qualità dal comparto della scuola verso i vigneti ed il paesaggio circostante. Infatti, come si può anche leggere nella relazione dei progettisti: «L’ampliamento è direttamente legato al riassetto della topografia e del paesaggio dalla parte anteriore della cantina: una volta demolita la struttura adiacente, questa estensione deve porsi come un corpo invisibile che valorizza il paesaggio circostante di vigneti e l’architettura dell’edificio preesistente».
Questa definizione deve però essere maggiormente rafforzata, eliminando la strada tortuosa che sale dai vigneti verso la cantina e attraverso una chiara definizione della piattaforma che sostiene gli edifici esistenti di Villa Cristina e della scuola. Ne scaturirebbe così un’immagine del comparto più chiara ed unitaria, in particolare nella gerarchia degli spazi esterni tra Villa Cristina, i giardini storici e i terreni coltivati.
Per questo la giuria ritiene che debba essere rivista la proposta di estensione a ovest, oltre i dormitori, del muro di sostegno, permettendo ai filari della vigna di estendersi fino a raggiungere la piattaforma che ospita le parti costruite.
Ricucitura (2o rango, 2o premio, Durisch + Nolli Architetti)
La giuria ha apprezzato l’attenta analisi del territorio e il tentativo di ricucitura che si propone, con approfondimenti storici, pianificatori e morfologici molto pertinenti e dettagliati. Le indagini tipologiche su villa Cristina sono approfondite e le proposte di intervento puntuali e mirate; anche le soluzioni tecnologiche sono complessivamente valutate positivamente.
L’obiettivo di proporre una strategia unitaria, attuata sia sugli spazi esterni sia sugli edifici del comparto è condivisa dalla giuria.
La gerarchia del disegno dei giardini è coerente al progetto. La proposta di sistemazione del piazzale d’accesso non riflette però l’importanza e la qualità del luogo.
Se la proposta di restauro e ristrutturazione di Villa Cristina e del parco sono convincenti, approfondite e di qualità, la scelta di demolire e ricostruire le ali laterali della cantina sembra eccessiva e crea grandi problemi legati alla durata del cantiere durante la consegna delle uve, limitandone oppure addirittura inficiandone la continuità di esercizio richiesta. Inoltre la scelta di allocare gli uffici nel sottotetto della cantina non è condivisa poiché, per ragioni funzionali gli stessi devono essere a diretto contatto di chi lavora in cantina e soprattutto dei clienti e dei fornitori. L’inserimento di un montacarichi nel locale torchio condiziona in maniera importante la gestione funzionale dei processi lavorativi della cantina. A livello tecnologico, a fronte di soluzioni all’avanguardia relative alle costruzioni sostitutive, il progetto di intervento presso le parti conservate appare lacunoso. Interessante risulta invece essere l’analisi strutturale proposta.
Il profumo del mosto aelvatico (3o rango, 3o premio, Remo Leuzinger Architetto)
Il progetto riconosce la qualità primaria del portico e del loggiato proponendone la riapertura e ridando loro il valore di spazio importante di transizione tra natura e cultura. Valore tanto più significativo e pertinente in un contesto come la scuola agraria di Mezzana.
Le schede di approfondimento sono chiare e interessanti, evidenziando soluzioni in gran parte condivise dalla giuria.
Rispetto al progetto vincitore, la posizione della biblioteca non sembra adeguata e la scelta di spostare i servizi al piano terreno penalizza i fruitori del primo piano. Oltre a ciò, anche il concetto globale di intervento per quanto riguarda gli aspetti di comfort ambientale mostra ambiti di miglioramento ed efficientamento.
La sistemazione esterna è chiara e ben definita. La proposta di ridisegno del piazzale d’accesso riflette l’importanza e la qualità del luogo. Per contro la parte antistante dovrebbe essere meglio chiarita. La soluzione del parco agricolo antistante la mensa è valutato positivamente e questo anche nel rapporto gerarchico, coerente, con la sistemazione più generale del parco storico.
Il nuovo edificio della cantina, su due livelli fuori terra, risulta funzionalmente ben risolto in sé stesso anche se, in rapporto al contesto, è ritenuto troppo alto, formando quindi una chiusura prospettica dal complesso scolastico verso l’area coltivata, snaturando così l’idea di inserire la cantina nel vigneto.
Barbatella (4o rango, 4o premio ex aequo, Buletti Fumagalli Del Fedele Bernardi Architetti)
Il progetto di Villa Cristina propone un’interessante soluzione di percorsi. La definizione dell’androne quale accesso alla corte, l’apertura dei portici al piano terreno e della loggia al primo piano permettono di ridefinire lo spazio del giardino antistante riqualificandolo chiaramente quale luogo centrale dell’edificio. Questa soluzione permette di definire chiaramente due entrate precise agli estremi del portico. L’orientamento e i tragitti sono chiari e funzionali. La soluzione invece di porre la biblioteca nell’ala est non convince in quanto gli spazi ridotti non si prestano ai contenuti necessari.
La sistemazione esterna è chiara e rispecchia le intenzioni della giuria.
L’edificazione dell’ampliamento della cantina sul fronte sud, davanti all’edificio esistente, risulta problematica per diversi motivi: non si ritiene appropriato negare, nascondendolo, l’edificio originale e in relazione alla produzione si constatano problemi di svolgimento della lavorazione all’interno della cantina stessa. L’immagine architettonica del nuovo corpo aggiunto non sembra appropriata.
Merlot DOC (4o rango, 4o premio ex aequo, Studio di architettura Lorenzo Felder)
La sistemazione esterna non convince. Il progetto non riconosce Villa Cristina quale fulcro dell’impianto e la proposta delle nuove alberature sparse tra la villa e la strada cantonale snaturano l’immagine e la tipologia storica del piazzale d’accesso. Anche l’alberatura proposta di fronte al portico verso la corte, non risulta adeguata, soprattutto in relazione alla grande magnolia. La geometria proposta per il disegno della pavimentazione esterna attorno alla villa pare confondere, più che chiarire, la gerarchia degli edifici dell’impianto dell’istituto agrario. In questo senso, la giuria ritiene che il ridisegno del giardino debba essere l’occasione per definire le relazioni dei diversi edifici attorno alla villa e in particolare evidenziare la centralità dell’edificio storico. In questo senso la soluzione proposta crea delle frammentazioni eccessive che non sostengono l’idea di unitarietà auspicata dalla giuria.
La proposta all’interno di Villa Cristina di portare l’ascensore anche nel locale sotterraneo non è condivisa dalla giuria. Rispetto ad altre proposte, dal punto di vista tecnico e strutturale, il progetto risulta carente o privo degli approfondimenti auspicati.
L’ampliamento della cantina, a nord, presenta diverse difficoltà. Dal punto di vista della tempistica costruttiva potrebbe creare problemi durante il periodo di ricezione delle uve e da quello della fruizione futura la piattaforma a nord crea un restringimento eccessivo e problematico per il transito e per la circolazione.
La pergola di Buddha (4o rango, 4o premio ex aequo, CDL ARGE Gellera & Tropeano – ACT Accossato- Trentin architetti)
A livello di sistemazione generale il progetto si distingue per evidenziare al minimo i nuovi interventi, sia a livello di sistemazione esterna, sia per i volumi aggiuntivi della Cantina. Da una parte questo atteggiamento non crea grossi problemi aggiuntivi, ma d’altra nemmeno riesce a cogliere l’opportunità di correggere le relazioni esterne tra le parti ad ovest del campus e appare quindi globalmente modesto. In questo senso non convince la soluzione dell’interramento dell’ampliamento della Cantina, senza che questo riesca a costruire un nuovo zoccolo architettonico, riconoscibile e ben inserito nel contesto del campus.
Per Villa Cristina l’intervento è in generale rispettoso e semplicemente organizzato. In dettaglio la distribuzione dei servizi in diverse zone non convince perché crea problemi di relazione con gli spazi storici e con la lettura tipologica dell’edificio. Lo sforzo di modificare la scala che conduce al locale interrato appare eccessivo per lo sforzo costruttivo ed il risultato ottenuto. La proposta cromatica per il tinteggio dei diversi locali, forse anche per un problema di resa grafica, sembra inadeguata e andrebbe comunque approfondita.
Le proposte per le installazioni tecniche risultano laboriose e invasive nel rispetto del monumento.
La memoria è sempre in movimento (4o rango, 4o premio ex aequo, CDL Trümpy Bianchini – Caruso Mainardi)
La giuria ha apprezzato molto il notevole lavoro di analisi storica, paesaggistica, architettonica e non da ultimo naturalistica di tutto il complesso della villa e annessi.
Per quanto concerne Villa Cristina la proposta della riapertura dei portici viene considerata positivamente, mentre si ritiene che l’impianto distributivo delle nuove funzioni richieste risulti problematico: la posizione della biblioteca non convince in quanto sarebbe stato preferibile inserirla nell’ala ovest al primo piano dove la dimensione degli spazi è più adatta e più facilmente accessibile; inoltre la posizione dell’ascensore non risulta consona poiché oltre al suo inserimento impreciso all’interno del locale non permette di raggiungere il mezzanino dove la giuria ritiene sia opportuno lasciare i servizi.
L’ampliamento della cantina è ritenuto interessante. Questo progetto propone una costruzione aggiuntiva, alta un piano, che definisce il confine edificato verso il territorio agricolo. Purtroppo questo nuovo impianto proposto non contribuisce a creare una chiara relazione con gli altri edifici e i loro spazi esterni.
Yo-Yo (4o rango, 4o premio ex aequo, CDL Architetti Tibiletti Associati – Bello e Yurdakul Architectes)
Con le premesse elencate in precedenza la giuria considera che una rilettura storica dell’edificio di Villa Cristina non ammetta una chiusura del portico con un elemento architettonico così invasivo. Questa proposta snatura lo spirito e la tipologia dell’edificio, in particolare il rapporto tra la villa e la corte, tra la corte e il territorio circostante. Difficilmente tale proposta, secondo la giuria, permetterà di percepire la spazialità originaria del colonnato.
Anche la posizione dell’ascensore (e di conseguenza la posizione dei servizi) non sembra appropriata. Questo, infatti, viene inserito in una zona sensibile, nella parte più antica dell’edificio, e quindi discosto dai flussi principali della circolazione «pubblica» che si trovano nel lato ovest della villa.
Per quanto riguarda la cantina dei vini il progetto privilegia con l’aggiunta di un’importante portico al centro dell’edificio, il lato nord verso la strada. Viene inoltre chiuso l’accesso veicolare per raggiungere dall’alto il piazzale di lavoro al piano terreno. Questa proposta non è ritenuta funzionale alle attività che vi si svolgono. Privilegiare la facciata sulla strada rispetto a quella a valle non sembra corretto. Per la giuria la cantina (e quindi anche il lavoro che vi si svolge all’interno e all’esterno), dovrebbe poter vivere maggiormente il rapporto e l‘affaccio diretto sui vigneti, sia nei momenti di lavorazione che in quelli di rappresentanza.
Tracce (4o rango, 4o premio ex aequo, CDL Guilermo Vázquez Consuegra SLP – Davide Olivieri Architetto – Arquitectura Agronomia SLP)
A livello generale l’approccio appare coerente nelle singole parti. I nuovi terrazzamenti a valle della Cantina sono risolti come un proseguimento dei terrazzamenti posti al di sotto di Villa Cristina, di cui assumono dimensione e linguaggio. Pur apprezzandone la coerenza, questa lettura non convince la giuria per i motivi espressi nella valutazione generale. A livello di sistemazione esterna la soluzione appare troppo artificiale e complessa, snaturando il principio di ricostruzione storica e lo spirito originario del territorio in questione.
L’immagine di Villa Cristina quale edificio generatore e ordinatore dell’intero comparto, rimane offuscata dall’eccesso di disegno dei percorsi e delle sistemazioni paesaggistiche.
Per quel che riguarda l’intervento all’interno di Villa Cristina si riscontra un atteggiamento analogo: l’approccio è interessante e coerente, ma a volte eccede nella formalizzazione. Si riconosce che la proposta di nuove volte in tutti i locali in cui il concorrente presume non ci sia possibilità di recupero, rispecchi tipologicamente la situazione attuale, ma le soluzioni appaiono a volte inadeguate o perlomeno forzate negli ambienti più piccoli. Così facendo si stravolge il significato strutturale della volta che non crea più una gerarchia architettonica chiara tra i diversi locali e le loro funzioni rappresentative.
La proposta viene anche adottata quale scelta per distribuire e nascondere gli impianti tecnici, in particolare quelli di ventilazione e di climatizzazione ma, come accennato sopra, tali impianti non vengono ritenuti indispensabili e quindi la proposta non si giustifica pienamente. Tipologicamente la distribuzione è in generale corretta, ma andrebbe rivista la posizione dell’ascensore.
L’ampliamento della Cantina risente di un eccesso di singolarismo rispetto alle preesistenze, e l’ubicazione crea diversi problemi logistici, per la presenza del piazzale superiore che rende difficoltosa la possibilità di manovra durante la vendemmia. La forma delle volte, così come viene risolta, è di fatto problematica per lo stoccaggio su tutta la superficie nelle zone più basse, in particolare per la parte adibita a magazzino. La piattaforma di carico non è una soluzione funzionale per l’intera Cantina. La collocazione dell’ampliamento comporta problemi costruttivi e costi aggiuntivi, così come problemi pianificatori: malgrado sia interrato è comunque troppo vicino al confine e alla strada.
Cristina allo specchio (4o rango, 4o premio ex aequo, Jachen Könz architetto)
La giuria ha trovato molto interessante la soluzione proposta per la sistemazione esterna alla cantina dei vini. La formulazione di uno zoccolo, contenente gli spazi per l’ampliamento della cantina, che riprendendo le diverse geometrie presenti è in grado di creare chiare relazioni con le corti del complesso scolastico edificato e con la vigna circostante, è apparsa una soluzione molto chiara.
Purtroppo la posizione del locale di deposito sotto terra, così come proposta, non è ritenuta funzionale.
Inoltre, la giuria pur apprezzando l’analisi strutturale e l’approfondimento tecnico delle scelte proposte per Villa Cristina, dal punto di vista del restauro architettonico di un monumento storico, ritiene la proposta formulata per il nuovo accesso al piano terreno scorretta. In particolare la giuria non comprende la scelta di eliminare l’androne, elemento tipologico fondamentale, che attraversando l’edificio permetteva l’accesso dapprima al portico, e da questo alla corte e ai vari locali della villa. In questo modo si snatura la sequenza spaziale alla base di tutto il suo impianto.
Anche la posizione dell’ascensore non sembra appropriata. Questo viene inserito in una zona sensibile della parte più antica dell’edificio e quindi discosto dai flussi principali della circolazione «pubblica» e dal mezzanino, che resta isolato.
(Testo estratto dal rapporto della giuria)
4° rango ex aequo / 4° premio ex aequo
Barbatella: Buletti Fumagalli Del Fedele Bernardi Architetti Sagl, Lugano | Ruprecht Ingegneria SA, Lugano | Moggio Engineering SA, Bioggio | Elettronorma SA, Lugano | physARCH Sagl, Viganello | studio Bürgi, Camorino
Merlot DOC: Studio di architettura Lorenzo Felder SA, Lugano | Flux studio SA, Rivera Monteceneri
La pergola di Buddha: CDL ARGE Gellera & Tropeano – ACT Accossato - Trentin architetti, Minusio | Bonalumi & Ferrari SA, Giubiasco | Lombardi SA, Minusio | Erisel SA, Bellinzona | Antón & Ghiggi Landschaft Architekture Gmbh, Zürich
La Memoria è sempre in movimento: CDL Trümpy Bianchini – Caruso Mainardi, Riva S. Vitale | Messi e Associati SA, Bellinzona | Visani Rusconi Talleri SA, Taverne | Scherler SA, Breganzona | Studio Andrea Roscetti, Lugano | Studio Pandakovic e Associati, Como
Yo-Yo: CDL Architetti Tibiletti Associati – Bello e Yurdakul Architectes, Lugano | Lurati Muttoni Partner SA, Mendrisio | Visani Rusconi Talleri SA, Taverne | Elettroconsulenze Solcà SA, Mendrisio | IFEC ingegneria SA, Rivera Monteceneri | Rotzler Land, Gockhausen
Tracce: CDL Guilermo Vázquez Consuegra SLP – Davide Olivieri Architetto – Arquitectura Agronomia SLP, Sevilla | CDL Comal.ch SA – Evolve SA, Morbio Inferiore | Evolve SA, Bellinzona
Cristina allo specchio: Jachen Könz architetto FAS, Lugano | Fürst Laffranchi Bauingenieure Gmbh, Grono | Studio d’ingegneria Zocchetti SA, Lugano | Scherler SA, Breganzona | Gartenmann Engineering SA, Zürich | Officina del Paesaggio, Lugano