Nuovo Campus Universitario della SUPSI nel comparto Città Alta / Stazione FFS, Lugano
Selektives Verfahren
4 Via Romeo Manzoni, 6900 Lugano
Publikationsdatum
19.06.2012
Auftraggeber
Ferrovie federali svizzere FFS
Galerie
Auftraggeber & Jury
Fachrichter
- Franz Eberhard (urbanista, esperto indipendente, Zurigo),
- Charles de Ry (architetto, esperto indipendente, Lugano),
- Lorenzo Giuliani (architetto, esperto indipendente, Zurigo),
Sachrichter
- Giovanni Realini (architetto, FFS Immobili),
- Marco Imboden (architetto, FFS Immobili),
- Franco Gervasoni (ingegnere SUPSI (Direttore)),
- Ivan Cinesi (SUPSI (Dir. dip. sanità)),
- Frank Bühler (architetto, FFS Immobili),
- Domenico Iacobucci (architetto, SUPSI (Servizio logistica)),
Wettbewerbsresultat
Estratto del «Rapporto di Giuria»
Team Cruz - Giraudi
Il progetto è stato basato fin dall'inizio su un'idea chiara e convincente, costantemente migliorata. La collocazione urbana convince con la sottile transizione dalla stazione esistente, attraverso un piccolo e appropriato spazio pubblico. I progettisti mostrano in modo inequivocabile di essere in grado di affrontare la complessità del compito loro attribuito, risolvendo adeguatamente tutte le problematiche poste.
L'incremento della volumetria dei corpi dell'edificio verso la trincea e le «incisioni» vetrate sono molto ben proporzionate e costituiscono contemporaneamente la premessa per realizzare sequenze di spazi interni emozionanti e per un'utilizzazione interessante dei tetti. Le proporzioni dell'edificio dialogano in modo appropriato sia con l'edificio della stazione, sia con le costruzioni di maggiori dimensioni verso nord.
Sopra il muro di sostegno, davanti all'edificio si estende una suggestiva passeggiata con vista lago. Il posizionamento delle aree importanti come la caffetteria e l'auditorium è funzionale e sensato. Anche la flessibilità per l'utilizzazione immediata e a lungo termine è un aspetto positivo. L'accesso dalla parte dei binari è attrattivo. Il valore d'uso e l'atmosfera della scuola risultano pertanto di livello elevato, mentre rimane un potenziale di sviluppo per quanto riguarda la materializzazione.
Lo sviluppo edificatorio proposto per la trincea di Massagno è sensato e coerente con il progetto dell'edificio SUPSI, si presta a futuri sviluppi nell'ottica del campus e appare pure adeguato per affrontare in modo positivo l'inserimento nel contesto locale.
Aspetti architettonici
La rastrematura a gradini dell'edificio, sia in altezza, sia in profondità, così come le dimensioni dei due fronti a sud e a nord rispondono in modo adeguato e convincente alle diverse scale degli edifici presenti nei dintorni. La disposizione della costruzione crea degli spazi esterni interessanti, sia per quanto riguarda l'affaccio sulla città e il paesaggio verso valle, sia verso i binari, con la possibilità di creare degli accessi secondari, così come per la futura possibilità di integrare il campus sulla trincea. Non da ultimo gli spazi sul tetto sono un'ottima possibilità per creare delle zone di pausa e svago della struttura scolastica.
La disposizione degli spazi è sensata e funzionale, con i grandi locali nei piani inferiori, la mensa e l'auditorio verso nord e l'asilo nido verso sud e l'auditorium a nord, e i locali di dimensioni minori e l'amministrazione ai piani superiori. La disposizione intelligente di diversi nuclei di distribuzione verticale determinano grande flessibilità d'uso e la possibilità di eventualmente definire delle separazioni tra le varie parti dell'edificio. La disposizione dei vari spazi è molto razionale, in particolare sono di grande pregio i vari spazi di pausa che godono sempre della viste verso l'esterno.
Il disegno della facciata, con elementi orizzontali vetrati che si intercalano con la struttura piena è piacevole e lascia intravvedere buone possibilità per quanto riguarda la materializzazione. Va rimarcata la sottolineatura degli spazi di riposo tramite le grandi vetrate ad angolo sulla città e il paesaggio. I piani superiori aggettanti rispetto al piano terreno impongono un attento studio del concetto statico.
Team BFM Architetti
Il progetto in generale convince e soddisfa le esigenze del committente SUPSI. L'impianto è costituito da due volumi ben proporzionati, che però denotano qualche problema di scala rispetto al contesto urbanistico. La separazione in due edifici distinti determina pure degli svantaggi dal profilo funzionale e di flessibilità. Il progetto è sviluppato con cura. L'atmosfera della scuola e la qualità spaziale differenziata all'interno dell'edificio sono aspetti positivi di questo progetto, al pari del trattamento degli spazi pubblici. L'impostazione urbanistica dell'edificazione sulla trincea è collegato alla scuola in modo pragmatico, anche se il collegamento tra i due momenti è piuttosto debole.
Aspetti architettonici
I progettisti hanno espresso una forte volontà di adeguare la volumetria nuova al contesto esistente. Il blocco principale, con un volume imponente, è comunque un intervento importante nel quartiere. Si creano degli spazi interessanti collegati tra di loro, manca però un rapporto di scala adatto al dialogo con l'edificio della stazione di Lugano. Inoltre lo spazio tra la scuola e l'amministrazione, in vicinanza dalla ferrovia, risulta problematico, non avendo una funzione chiara.
La struttura funzionale è chiara, si creano all'interno degli spazi interessanti legati tra di loro e i collegamenti interni sono adeguati, come pure le zone di svago. La suddivisione in due volumi ostacola però una flessibilità futura. La disposizione dell'auditorium sotto la piazza crea condizioni di spazio molto strette per la sala stessa, così come per il foyer alla sua entrata. Inoltre, questa posizione impedisce lo sviluppo di sinergie con l'ingresso principale della SUPSI. Le facciate accentuano la volontà di creare dei volumi di tipo monolitico, volumetricamente differenziati.
Team FFS SUPSI
Il progetto si basa su una collocazione chiara e precisa dell'edificio a sei piani direttamente a filo dello storico muro di sostegno. Questa scelta porta però a determinare una dimensione, che pur essendo compatibile con l'idea di densificare l'area, ha un rapporto di scala critico con l'edificio della stazione e che è critico dal profilo urbanistico. L'espressione della testata dell'edificio è coerente con l'impostazione del progetto, ma appartiene piuttosto ad un edificio commerciale-amministrativo piuttosto che a una costruzione rappresentativa come un'università. La piazza verso i binari è comprensibile quale conseguenza dell'impostazione molto rigorosa del progetto, ma non ottimale dal profilo della qualità dello spazio e della funzionalità.
Aspetti architettonici
Il progetto è caratterizzato da un'impostazione chiara e convincente. Questa è poi stata sviluppata coerentemente nell'architettura delle piante e delle facciate. Il piano terra è imponente, elegante e generoso ed è pure spazialmente ben collegato con il primo piano. L'auditorium nel seminterrato è da valutare negativamente sia funzionalmente e che per la qualità dello spazio. Negli snodi dell'edificio sono stati correttamente collocati gli spazi conviviali e i collegamenti verticali. I corridoi molto lunghi e stretti sono però una soluzione poco attraente dal profilo della qualità di vita e della funzionalità. È articolata in modo chiara la volontà di creare una struttura razionale, modulare e unitaria, da realizzare in tempi brevi con costi relativamente contenuti e che permette di accogliere gli spazi richiesti.
Questa scelta limita evidentemente l'integrazione del progetto nel contesto urbano. La scala costruttiva si differenzia in modo evidente da quella degli edifici circostanti. L'immagine dello stabile, le sue facciate, rispecchiano la scelta iniziale in modo coerente. Il sistema costruttivo genera un'espressione architettonica molto razionale, che fa riferimento all'architettura classica del moderno. Ciò ha però come conseguenza di attribuire all'edificio un immagine eccessivamente neutra, con un carattere amministrativo/commerciale, piuttosto che luogo di cultura e di formazione. Questa problematica si riscontra pure nell'atmosfera degli spazi interni. Il risultato è una costruzione generalmente poco rappresentativa e piuttosto forzata nell'approccio con il contesto. Questo aspetto è ulteriormente accentuato dalla collocazione dell'edificio a filo del muro di sostegno.
Si apprezza la volontà di creare delle zone articolate con carattere individuale all'interno di questa grande struttura, prevale comunque un carattere ripetitivo, soprattutto ai piani superiori. La suddivisione funzionale è chiara, i collegamenti verticali e orizzontali sono logici. Gli spazi esterni orientati verso la ferrovia sono ritenuti poco attrattivi e in generale gli spazi esterni non sono trattati, da cui deriva anche una relazione poco armoniosa con l'edificio della stazione di Lugano.
Matteo Thun - ARUP
Il progetto è stato sviluppato in modo importante con l'ultima fase dei lavori. Dal profilo urbanistico la proposta è sostenibile, ma la tipologia proposta risulta un po' schematica, così come pure per quanto riguarda l'organizzazione e la disposizione funzionale interna. Le considerazioni sulla prefabbricazione sono valide e interessanti, ma non sono determinanti per quanto riguarda la qualità della costruzione. Il collegamento tramite un ponte sopra i binari lascia aperto qualche dubbio, mentre la facciata sud pone qualche problema di scala nella relazione con la stazione di Lugano. In generale il progetto non è ancora maturo e avrebbe avuto bisogno di un ulteriore approfondimento. L'impressione è di uno studio approfondito nei dettagli, ma meno nella sostanza, motivo per cui sembrano mancare dei margini di manovra per operare un deciso salto di qualità.
Aspetti architettonici
I progettisti sono alla ricerca di una sintesi tra integrazione urbanistica, razionalità costruttiva, tecnologie sostenibili e design raffinato. Nello stesso tempo il progetto appare ancora schematico. Gli spazi esterni sono poco differenziati. Le facciate partono da un concetto sensibile alla scala della città di Lugano («Körnung» / «granulometria»), fatto molto apprezzato. Si ravvisa però un'incongruenza tra l'aspetto esterno, con la suddivisione in cinque blocchi, e l'organizzazione interna che si sviluppa sostanzialmente i due blocchi. A questo proposito si è pure osservata un'incongruenza tra i disegni sulle tavole e l'aspetto del plastico (altezza dello zoccolo). Gli spazi interni sono ben differenziati. Si apprezza la ricerca approfondita nel campo della sostenibilità. In generale mancano spazi comuni sufficientemente ampi sia davanti alle aule di grandi dimensioni, sia presso l'auditorium. Aule con la finestratura nella parte posteriore sono inadeguate all'insegnamento, in quanto con il sole alle spalle si farebbe ombra sulla superficie del tavolo.