Nuova sede museo cantonale di storia naturale, Locarno
Procedura libera
Via Cappuccini 9, 6600 Locarno
Data di pubblicazione
29.04.2024
Ente banditore
Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino
SIA 142
Gallery fotografica
Ente banditore e giuria
Membri tecnici o professionisti
- Vittorio Magnago Lampugnani, Dr. arch. Università di Roma, Professore emerito di Storia dell'urbanistica, ETHZ, Direttore dell'Istituto di storia e teoria dell'architettura del Politecnico federale di Zurigo (presidente)
- Walter Angonese, Arch. dipl. IUAV, Direttore dell'Accademia di architettura di Mendrisio
- Andreas Kipar, Arch. paesaggista BDLA - AIAPP – IFLA, LAND Suisse Sagl, Lugano
- Giovanni Realini, Arch. dipl. STS, Dipartimento delle finanze e dell'economia, Sezione della logistica, Capo Sezione
- Tiziano Jam, Arch. dipl. STS, Dipartimento delle finanze e dell'economia, Sezione della logistica, Capo Area portfolio immobiliare
- Felicia Lamanuzzi, Arch. dipl. UdA Pescara, felicia lamanuzzi architetto, Stabio (supplente)
- Pedro Pablo Rodriguez, Arch. dipl. SUPSI, arch. d’interni dipl. SUPSI, Dipartimento delle finanze e dell'economia, Sezione della logistica, Capo progetto Area della progettazione e della realizzazione (supplente)
Membri non professionisti
- Filippo Rampazzi, Biol. dipl. UNI ZH, Direttore del Museo cantonale di storia naturale
- André Engelhardt, Ing. agr. dipl. ETH, Direttore Divisione urbanistica e infrastrutture, Comune di Locarno
Risultati del concorso
La comunità di lavoro formata da Buzzi studio d’architettura e :mlzd Architekten vince con la proposta nominata «Il canto delle pietre» il concorso per la nuova sede del Museo cantonale di storia naturale a Locarno.
Il corpo di fabbrica e il pergolato del nuovo museo ridefiniscono la corte inconclusa del Monastero di Santa Caterina. Il volume dello zoccolo riprende l’altezza del muro di cinta. Mentre una lanterna filigrana, arretrata verso la città, quella della gronda dell’edificio del Monastero su via Pannelle. La frammentazione del fronte sul giardino e la suddivisione dell’alzato ne mitigano l’impatto. Anche l’altezza del nuovo museo rimane inferiore rispetto al volume edificabile. Nell’insieme la relazione dei nuovi volumi e gli spazi esterni sono convincenti in relazione al complesso monumentale da tutelare.
Il progetto architettonico e museografico interpretano al meglio l’impostazione dell’esposizione permanente. La volontà di evidenziare le peculiarità della natura del Canton Ticino, mettendole in prospettiva su scale più ampie, conferisce grande qualità alla proposta. Questo indirizzo permette di «personalizzare» il museo e di differenziarlo da altri musei di storia naturale più generalisti. (Testo della giuria)