Nuova sede per le Aziende Industriali di Mendrisio
Offenes Verfahren
26 Via San Martino, 6850 Mendrisio
Publikationsdatum
21.08.2015
Auftraggeber
Municipio di Mendrisio, rappresentato da AIM - Aziende Industriali Mendrisio
SIA 142
Galerie
Auftraggeber & Jury
Fachrichter
- Paolo Canevascini (architetto ETHZ),
- Cristiana Guerra (architetto ETHZ),
- Pierre-André Simonet (architetto EPFZ),
- Mitka Fontana (architetto EPFL, vicedirettore UTC),
Sachrichter
- Massimiliano Robbiani (capodicastero AIM),
- Gabriele Gianolli (direttore AIM),
- Carlo Croci (sindaco di Mendrisio),
- Fausto Medici (responsabile amministrativo AIM),
Wettbewerbsresultat
Oggetto e obiettivo del concorso
Le Aziende Industriali di Mendrisio, ente che si occupa della distribuzione di acqua, energia elettrica e gas sul territorio mendrisiense, intende trasferire l’odierna sede amministrativa e operativa di via Vela a Mendrisio in una nuova sede in località San Martino su un sedime già di sua proprietà non lontano dalla sede attuale.
L’ente ha come principale obiettivo quello di risolvere i problemi logistici legati all’attuale struttura non più corrispondente alle accresciute necessità organizzative dell’azienda, andando a migliorare lo svolgimento delle attività lavorative e l’efficienza del processo di costruzione e manutenzione delle reti, attraverso la realizzazione di un’architettura rappresentativa delle sue funzioni ed energeticamente all’avanguardia.
Il progetto dovrà opportunamente coniugare le esigenze architettoniche e funzionali con quelle di contenimento dei costi, tenendo conto che l’investimento totale destinato alla costruzione è valutato in CHF 7'500'000.- (IVA 8% esclusa). Tale importo comprende il CCC 2, il CCC 4 e il CCC 5 relativo al Codice dei costi di costruzione svizzero.
Raccomandazione della Giuria per la continuazione del mandato
Conformemente all’articolo 23 del Regolamento dei concorsi d’archiettura e d’ingegneria SIA 142 (edizione 2009), la Giuria raccomanda all’unanimità all’Ente banditore di attribuire il mandato per la progettazione e realizzazione della Nuova sede per le Aziende Industriali di Mendrisio al progetto Passaggi classificato al primo rango, tenendo conto delle osservazioni formulate.
Commento ai progetti
Passaggi (1. rango / 1. premio)
La Giuria ritiene che il progetto «Passaggi» sia quello che, in assoluto, meglio interpreti e rappresenti il particolare carattere tipologico dell’edificio, in relazione ad un’area prevalentemente industriale, ma anche d’interesse collettivo. La proposta architettonica mostra un impianto dalle chiare caratteristiche pubbliche e, nel contempo, schietto nel suo linguaggio industriale, come il programma suggerisce. Una proposta che inserisce un elemento di qualità in un ambiente banale e disordinato. L’equivalenza dei due temi si mescola in un’architettura adeguata e ben risolta, attraverso l’adozione di un gesto unificante: una copertura leggera, che riesce a dare ordine alla varietà delle funzioni, oltre a permettere una comoda fruizione tra i vari ambienti. Il programma viene risolto in successione, parallelamente alla via Laveggio: prima l’area di arrivo per i clienti e per i collaboratori, poi il volume longilineo che ospita le parti amministrative e, infine, l’area operativa, sia esterna che interna. Il flusso dei transiti scandisce questa successione correttamente in pianta, ma evidenzia scarsa attenzione ai dislivelli che comunque sono presenti e che andranno risolti con più attenzione nell’ambito dei futuri approfondimenti. Nell’ambito operativo esterno, inoltre, si suggerisce di rivedere l’area di stazionamento dei parcheggi di servizio (o parte di essa) all’esterno dell’area coperta, per facilitare gli spostamenti e anche per ridurre l’area della copertura che ora appare sovradimensionata rispetto alle reali esigenze, senza comunque intaccare il disegno unitario delle aree esterne.
Il volume amministrativo è tipologicamente e strutturalmente chiaro: la distribuzione orizzontale, orientata verso la parte operativa, libera gli spazi di lavoro dalla parte opposta. Andrà ottimizzata con l’utenza l’effettiva dislocazione dei locali, affinché siano poste al livello inferiore le funzione più secondarie e temporanee, mentre a quello superiore le funzioni amministrative più pure.
Dal punto di vista finanziario, il progetto si allinea con le possibilità fissate dalla committenza, offrendo margini di contenimento all’interno di una standardizzazione delle soluzioni costruttive proposte e di un’eventuale riduzione di alcuni suoi elementi. Il disegno di dettaglio lascia intendere il raggiungimento degli obiettivi energetici richiesti, oltre che mostrare capacità e raffinatezza nella costruzione.
Emergheia (2. rango / 2. premio)
Il progetto prevede l’inserimento dei contenuti del programma in un unico edificio, parzialmente suddiviso su due piani, affacciato su Via Laveggio, che intende qualificare, mentre la zona di deposito esterno con il carroponte è situata verso l’autostrada.
La semplicità e la razionalità dell’impianto hanno particolarmente convinto la giuria. Apprezzata l’organizzazione interna degli spazi, con uffici tutti su un unico piano ed un generoso atrio d’entrata, ben riconoscibile nella sua funzione di accesso per gli utenti esterni. Pure funzionale la distribuzione degli spazi lavorativi dell’area retrostante. Depositi e amministrazione sono riuniti in un solo edificio, che presenta un unico linguaggio di facciata. Benchè apprezzato, questo aspetto conferisce all’edificio un carattere eccessivamente amministrativo, estraneo al contesto industriale.
Pure la collocazione di 2/3 della superficie di magazzino al primo piano risulta poco funzionale. Per quanto riguarda il concetto costruttivo, l’utilizzo massiccio di elementi isolanti di taglio termico per sopperire alla struttura portante esterna risulta difficilmente compatibile allo standard Minergie -P.
LMVP20121 (3. rango / 3. premio)
Il progetto é stato apprezzato dalla giuria per aver raccolto tutte le funzioni richieste dal programma all’interno di un contenitore, che vuole essere un elemento ordinatore in relazione al contesto esistente spesso troppo frammentato. All’interno di questo recinto, tutti gli spazi richiesti si affacciano su due corti.
Questa soluzione permette di creare un’interessante e rappresentativa entrata per gli utenti, alla quale accedono tramite una corte dove si affacciano gli spazi amministrativi.
I depositi sono collocati all’interno di una seconda corte, che li contiene e li nasconde alla vista del pubblico. Vi sono però alcuni problemi funzionali non risolti, come la lontananza degli stazionamenti delle auto di servizio dai depositi e la proposta di una rotonda veicolare, che non convince in quanto troppo inutilmente invasiva sul sedime. Benchè apprezzata per l’ordine spaziale ed urbanistico che crea, l’idea delle corti non convince appieno la giuria in quanto dà all’edificio un carattere troppo ermetico ed introverso per la sua funzione, in particolare in relazione all’eccessiva altezza dei muri di cinta.
Pure la materializzazione (utilizzazione massiccia di beton) risulta contraddittoria con i criteri Minergie –P ed il dettaglio costruttivo appare schematico e irrisolto.
Martino e Nicolao (4. rango / 4. premio)
Il progetto è stato ritenuto interessante dalla giuria per la ricerca di relazione con l’orografia e gli elementi emergenti del luogo.
Il progettista propone una chiara differenziazione tra la zona di arrivo degli utenti esterni e quella di servizio, poste su due differenti livelli, che tengono conto dell’andamento del terreno naturale. Ciononostate, l’entrata per gli utenti, che cerca di mettersi in relazione con le due chiese, di fatto si pone direttamente in contatto con l’autostrada.
L’organizzazione interna è stata particolamente apprezzata per la sua ricchezza e configurazione spaziale, malgrado alcuni uffici risultino troppo penalizzati per la carenza di luce diretta.
La zona di deposito esterna é direttamente a contatto con via Laveggio, che non viene pertanto qualificata come spazio urbano.
Il trattamento delle facciate, mediante un grigliato verso l’autostrada ed una facciata piuttosto chiusa verso il piazzale, non convince la giuria anche in relazione alle funzioni interne. La sezione di dettaglio presenta problemi e lacune della parte costruttiva.
Extremis (5. rango / 5. premio)
Il gesto generatore del progetto è chiaro e conseguente con la lettura territoriale: un volume posto all’imbocco di via Laveggio, quale testata meridionale dell’area che si conclude con la zona pubblica delle piscine, intermezzata dalla zona industriale. La volontà di un volume dalle forti caratteristiche strutturali intende contrapporsi alla caotica situazione che lo contorna. Questo pregio rappresenta però anche il limite della proposta, nel senso che subordina alcune sue componenti pubbliche ed operative essenziali, in una soluzione rigida e forse inadeguata rispetto al tema richiesto.
L’organizzazione della parte operativa, sia esterna che interna, è in generale ben risolta; invece, l’accesso e la facile fruizione pubblica della parte amministrativa, è penalizzata e non facilmente riconoscibile. Tipologicamente, l’organizzazione degli uffici con sistemi a patio è comprensibile visto il contesto, ma anche di non facile accettazione da parte dell’utenza.
Manica (6. rango / 6. premio)
Interessante e di pregio è la scelta progettuale essenziale di rispondere al programma con un unico preciso e minimale edificio. Questa caratteristica è coerentemente espressa anche nelle scelte costruttive proposte.
L’essenzialità dell’edificio proposto denota però i propri limiti con l’organizzazione in pianta, dalle proporzioni non sempre adeguate, sia per gli spazi amministrativi che per i depositi. Soprattutto gli spazi amministrativi appaiono alquanto introversi ed evidenziano dei limiti nella loro vivibilità quando si affacciano su un patio interno di tre piani.
Gli indirizzi costruttivi proposti sono coerenti con l’impostazione essenziale del progetto.
Mia (7. rango / 7. premio)
Il progetto proposto inserisce con ordine il suo volume unico verticale ed orizzontale nel contesto disorganizzato e caotico dell’area di San Martino.
Interessante l’alternanza dei pieni e dei vuoti proposta nel volume orizzontale, che però fatica a convincere per la limitata organizzazione funzionale, ciò che si accentua anche con la rigidità del perimetro costruito. Interessante il tentativo espressivo di portare sulla lama verticale, a meridione, la produzione elettrica, ad evidenza della destinazione dell’edificio.
Questa emergenza però, seppur chiara nella sua posizione, presenta limiti nell’organizzazione su ben cinque livelli dei contenuti più amministrativi, che incide pure sulla fruibilità pubblica dell’edificio.
Aquaeductum (8. rango / 8. premio)
L’impianto urbanistico proposto, con un edificio verso l’autostrada ed un grande piazzale parzialmente alberato lungo via Laveggio, è stato apprezzato dalla giuria per la sua semplicità e chiarezza. Per contro non ha convinto l’entrata principale per gli utenti, la cui ubicazione risulta forzata in rapporto all’impianto generale.
L’organizzazione degli spazi interni é razionale, con uffici affacciati sul piazzale e locali di servizio verso l’autostrada.
Il linguaggio delle facciate, nonostante l’utilizzo di un unico materiale (beton a vista) sembra troppo diversificato e porta ad una frammentazione eccessiva del volume. Le aperture per la zona uffici appaiono troppo esigue e poco funzionali. L’ aspetto costruttivo, così come proposto non convince rispetto alle esigenze Minergie -P.
(Testo estratto dal rapporto della giuria)