Nuova passerella ciclopedonale sul Vedeggio
Procedura libera
96 Strada Regina, 6982 Agno
Data di pubblicazione
21.12.2015
Ente banditore
Cantone Ticino, Dipartimento del territorio
Gallery fotografica
Ente banditore e giuria
Membri tecnici o professionisti
- Paolo Poggiati (paesaggista, rappresentante del Committente),
- Mauro Frischknecht (arch., presidente dei consorzi di sistemazione e manutenzione del Vedeggio),
- Massimo Laffranchi (ing.),
- Paolo Canevascini (arch.),
- Giovanni Guscetti (arch.),
Membri non professionisti
- Diego Rodoni (ing., rappresentante del Committente),
- Ivan Continati (ing., rappresentante del Committente),
Risultati del concorso
1. rango «UP»
Descrizione della struttura
L’attraversamento sopra il Vedeggio è realizzato con un impalcato in acciaio con travi ad anima piena avente un’unica luce di 33.2m. Il piano di transito è costituito da un assito aperto in legno supportato da profili longitudinali e travi trasversali in acciaio. Queste ultime sono innestate sul corrente inferiore delle travi principali, alte 1.55m e rinforzate da costolature verticali, che assumono anche la funzione di parapetti. L’impalcato è appoggiato sui corpi a cassone delle spalle, in cui sono situati i dispositivi per il sollevamento del ponte. La fondazione avviene al di sotto del letto fluviale per mezzo di micropali. Il concetto strutturale del ponte è chiaro, la struttura è ben commisurata alla luce ed al contesto. Il piano di transito aperto è una possibile soluzione, che richiederà accorgimenti specifici antiscivolo. I dettagli per la raccolta e l’eliminazione dell’acqua sulle superfici di acciaio andranno sviluppati con cura al fine di proteggerne le superfici. La proposta di acciaio autopatinante è da riconsiderare in maniera critica, tenendo conto delle superfici direttamente esposte a pioggia ed umidità.
Giudizio generale
Il progetto si caratterizza e viene particolarmente apprezzato dalla giuria per la ricerca di un atteggiamento dall’impatto minimo sugli elementi paesaggistici che già caratterizzano l’area oggetto del concorso: il fiume Vedeggio, i suoi argini e le due aree che vengono collegate dal nuovo manufatto. Tale proposito è raggiunto in maniera semplice ed inaspettata mantenendo le quote d’argine esistenti, riducendo in maniera drastica le conseguenze morfologiche e viarie che qualsiasi altra soluzione causerebbe. Il raggiungimento della quota minima di franco bordo della struttura è ottenuto mediante il rialzamento del manufatto con un sistema di sollevamento elettromeccanico con martinetti idraulici. La soluzione ha portato ad approfondite discussioni all’interno della giuria, ma si è valutato in maniera positiva l’effettiva riduzione al minimo delle infrastrutture di raccordo alla passerella, anche in considerazione sia dell’eccezionalità degli eventi limite (piene pluriennali) che dei costi relativamente contenuti di manutenzione generali. Questa soluzione, già attuata a più riprese a livello svizzero, è da valutare attentamente nelle fasi successive, dal profilo dei futuri costi di manutenzione. Ne consegue che la proposta riesce a riconvertire e valorizzare in maniera semplice elementi viari già presenti: la strada d’argine della sponda sinistra ed il finale del percorso sulla sponda destra, che si abbassa a ritrovare la quota del percorso esistente verso Agno.
La realizzazione di tutto l’intervento in un’area contenuta lascia supporre una facilità nelle successive fasi di progetto e di approvazione. La passerella s’inserisce in una lettura generale dei percorsi con portata regionale sia sulla sponda di Muzzano (con l’ipotesi di continuazione della passeggiata verso Carabietta), che verso Agno con la proposta d’integrazione in un nuovo spazio pubblico a lago. Queste ipotesi non sono comunque vincolanti per la realizzazione dell’opera. La riconoscibilità della nuova passerella è data dai due portali posti sulle due sponde, che però andranno rivalutati in funzione anche della sicurezza e dei possibili conflitti visivi tra i diversi utenti (ciclisti e pedoni). La stessa problematica è da approfondire per gli altri elementi presenti: il posizionamento delle scale alla fine della passerella, e la visibilità legata al parapetto pieno proposto. La tipologia dell’intervento sembra privilegiare il ruolo del pedone rispetto a quello del Concorso d’ingegneria e architettura per la progettazione di una nuova passerella ciclopedonale sul Vedeggio ciclista, che visto il carattere della zona e del possibile utente non è considerato fuori luogo, ma è un aspetto che va comunque approfondito per evitare conflitti. Il percorso ciclabile complessivo, nonostante il lieve allungamento, non viene comunque penalizzato.
Il progetto tra i classificati, è quello che presenta dei costi di costruzione inferiori. Va comunque segnalato da subito che per ottemperare la condizione legata al franco bordo del Vedeggio i progettisti propongono l'uso di martinetti pneumatici per sollevare la struttura in caso di piena. Questo aspetto è stato contrapposto con i vantaggi di mantenimento delle quote attuali degli argini evitando in questo modo l'innalzamento artificiale degli stessi.
Infine un'ulteriore analisi va fatta sulla pavimentazione ed il rivestimento in legno della passerella in funzione delle esperienze avute con questo tipo di materiale.
2. rango «ICARO»
Descrizione della struttura
La passerella si compone di due manufatti. Una rampa con uno sviluppo di circa 60m diparte da via Molinazzo e raggiunge l’argine destro del Vedeggio, il cui attraversamento avviene con un successivo ponte a luce unica di 34.7m grazie ad una trave in calcestruzzo armato e precompresso di forma trapezoidale, fortemente rastremata verso gli appoggi. La sezione della trave è costituita da una soletta con spessore costante di 0.20m, in froma di spezzata poligonale e che funge da piattabanda, rinforzata da una trave centrale di altezza variabile, il cui bordo inferiore è orizzontale. L’impalcato è connesso in forma monolitica alle spalle, realizzate in modo semplice per mezzo di una trave trasversale fungente da banchina per i sottostanti pali di piccolo calibro. Il concetto dell’attraversamento del Vedeggio è convincente per la semplicità delle forme e degli elementi proposti. Il principio di una struttura monolitica con azione di telaio è appropriato. Per contro, la trave appare eccessivamente snella e, in relazione alle peculiarità costruttive, sviluppata in modo ancor troppo rudimentale. Il trasferimento dello sforzo tra l’appoggio e la trave è critico, l’ancoraggio dei cavi di precompressione, i punti di transizione sugli argini, i cordoli ed il parapetto non sono adeguatamente elaborati.
La sezione a piastra snella della rampa va rinforzata da una trave in ragione delle generose luci proposte. La proposta di rinunciare ad una impermeabilizzazione dell’impalcato non corrisponde alle esigenze di durabilità poste al manufatto.
Giudizio generale
Il punto forte che caratterizza il progetto sta nella leggerezza del manufatto della passerella sul Vedeggio che ben s’inserisce nell’ambiente delicato circostante e appare misurato al contesto. Questa caratteristica è raggiunta sia per la soluzione statica, con l’utilizzo della trave centrale con sponde minime a vista, che per il tipo di parapetto proposto, che facilita la visibilità sia verso il paesaggio, che verso gli altri utenti.
Appaiono invece più problematiche le soluzioni nei momenti di connessione con le due aree che si vogliono congiungere. Verso Agno s’ipotizza una soluzione di continuità con una struttura che ricalca la tipologia della passerella sul fiume, ma dovendo rispondere ad altre esigenze ed in ben altra situazione, mostra maggiori incongruenze progettuali o parti non approfondite adeguatamente. Dalla parte di Via Foce, verso Muzzano, la rampa di accesso alla scarpata riduce in maniera considerata problematica il calibro stradale ed entra in conflitto di sicurezza con la scala pedonale (convivenza pedone-ciclista).
Il non rispetto della quota di franco bordo è considerato facilmente risolvibile con pochi accorgimenti, che non influiscono sulla qualità della proposta, ma che portano il progetto ad essere considerato unicamente come acquisto.
3. rango «LARUS»
Descrizione della struttura
La passerella è concepita quale struttura imperniata sull’argine destro, da cui dipartono due generose luci di 35mverso la spalla sull’argine sinistro rispettivamente verso il piano del campeggio, che si raggiunge grazie ad un rilevato retrostante la spalla ovest. La sezione dell’impalcato è interamente in acciaio, a doppio cassone e con una piattabanda provvista di una pavimentazione in resina sintetica.
L’andamento altimetrico e planimetrico è preciso, l’attraversamento è agevole. La forma ad imbuto della piattabanda, ottenuta divaricando i cassoni della sua sezione, orienta l’utente durante l’attraversamento. L’adozione dell’acciaio per la soprastruttura, di estrema snellezza, è ragionevole per la limitazione delle forze sulle fondazioni. Le sottostrutture delle spalle, il fulcro sull’argine destro e le rampe d’accesso sull’argine sinistro, sono in calcestruzzo. Pur se va riconosciuta la cura dedicata all’aspetto di queste strutture, in particolare delle rampe, esse rappresentano un intervento di grande impatto che modifica in maniera significativa il terrapieno dell’argine sinistro.
Giudizio generale
Il progetto propone l’attraversamento del fiume Vedeggio con un manufatto unitario, lineare ed elegante. Caratteristiche queste apprezzate dalla giuria. Il progetto presenta inoltre un concetto preciso, che si basa sulla simmetria e la leggerezza evocata dall’immagine del gabbiano.
La giuria ritiene però che tali elementi di forza non trovino una loro completa coerenza con il contesto territoriale, nel quale l’asse di simmetria è rappresentato dal fiume e non dall’argine destro, come invece proposto dal progetto. Le caratteristiche del luogo, con la presenza di una vegetazione importante sugli argini, non permettono inoltre la reale lettura e la percezione di questo sforzo concettuale. Ne consegue, ad esempio, che l’ala del ponte sul canale ed il successivo innesto, appaiono sproporzionati ed invasivi rispetto al contesto pianeggiante del sito. Di non facile gestione sono inoltre gli spazi sotto il manufatto. Un problema analogo si riscontra nelle rampe sul lato sinistro, che non propongono un fronte qualificante verso via alla Foce. Il progetto s’integra in modo convincente nella rete regionale dei percorsi ciclopedonali.
4. rango «TRENTATRE»
Descrizione della struttura
La struttura della passerella è quella di una trave metallica di altezza e sezione variabile, che supera un’unica luce di 32.4m ed è appoggiata sulla sommità degli argini destro e sinistro del Vedeggio. La corona degli argini è innalzata. Il progetto rinuncia a strutture per gli accessi, a prescindere del piccolo manufatto sopra il riale, utilizzando piuttosto le piste esistenti. L’impalcato ha sezione di trogolo.
La piattabanda con sezione scatolare chiusa non è provvista di pavimentazione. Le pareti portanti, che assumono anche la funzione del parapetto, hanno pure una sezione scatolare e sono provviste di uno spigolo con un’ala obliqua nella loro zona superiore, rivolta verso l’esterno. Le lamiere sono molto sottili e rinforzate da costolature verticali ed orizzontali. Il loro limite inferiore segue la curvatura della piattabanda, mentre quello superiore è orizzontale nella vista esterna. Il peso ridotto della struttura rende economiche le fondazioni, che andrebbero tuttavia interrate in maniera più profonda nelle scarpate degli argini. La rinuncia ad una pavimentazione è, per ragioni di sicurezza, non proponibile. La scelta di un acciaio autopatinante, da riconsiderare in virtù dell’esposizione diretta della superfici ad acqua e umidità, richiederebbe maggior riflessione sul deflusso dell’acqua piovana sulle superfici. L’innalzamento degli argini è soltanto abbozzato nella sua elaborazione. In ragione delle forti pendenze delle scarpate, la fattibilità di una sua realizzazione senza strutture di sostegno ma con le geometrie proposte va messa in dubbio.
Giudizio generale
La proposta che prevede di modellare le estremità di entrambi gli argini utilizzandoli quali rampe di accesso alla futura passerella, è considerata positivamente dalla giuria. Questo approccio favorisce e rafforza la lettura del contesto in quanto utilizza al meglio le preesistenze ed introduce il ponte quale unico elemento costruito.
La realizzazione del progetto, per mantenere tutta la propria coerenza, propone la demolizione dello stabile ubicato lungo l’argine sinistro e la rimodellazione del finale verso il lago. La giuria, consapevole di questo aspetto, ha apprezzato la soluzione in quanto permette una sistemazione qualificante di entrambe le sponde del Vedeggio. Il progetto, inoltre, si inserisce in modo convincente nella rete dei percorsi, proponendo l’uso dell’argine quale pista ciclabile.
La giuria ritiene che questa sensibilità manifestata verso il contesto, si rispecchi meno nello sviluppo del manufatto. In particolare l’altezza variabile dei parapetti condiziona il rapporto con il paesaggio e genera problematiche di sicurezza nella convivenza tra pedoni e ciclisti agli imbocchi del ponte.