Nuova mensa scolastica nel Quartiere di Viganello
Offenes Verfahren
37 Via la Santa, 6962 Viganello
Publikationsdatum
01.11.2017
Auftraggeber
Città di Lugano
SIA 142
Galerie
Auftraggeber & Jury
Fachrichter
- Lukas Meyer (architetto, Lamone),
- Nicola Navone (architetto, Morcote),
- Luca Pagnamenta (architetto, Massagno),
- Stefanie Hitz (architetto, Salorino),
Sachrichter
- Cristina Zanini Barzaghi (municipale, ingegnere civile, Lugano),
- Sabrina Antorini Massa (responsabile divisione sostegno, Lugano),
- Prisca Stoppa (architetto, dicastero immobili, Lugano),
Wettbewerbsresultat
La Città di Lugano attraverso il presente concorso di progetto vuole disporre di nuovi spazi da destinare a mensa e doposcuola per le scuole elementari del quartiere di Viganello da edificarsi presso il Centro Scolastico di via Crocetta 8a a Viganello.
Si tratta di ampliare l’edificio, progettato nel 1974 dall’architetto Sergio Pagnamenta, per inserire i nuovi contenuti adatti ad ospitare almeno 100 bambini, di età da 6 – 11 anni, da posizionare sul tetto del corpo nord.
Il concorso ha dunque avuto l’obiettivo di individuare la soluzione architettonica che meglio abbia saputo rispondere ai bisogni della Città di Lugano in materia di offerta del servizio mense scolastiche e doposcuola, di tempi e costi realizzativi ridotti ma senza precludere la qualità architettonica e spaziale, così da permettere di accogliere gli allievi presenti sia nella sede sottostante sia allievi provenienti da altre classi situate nei dintorni di usufruire di una nuova e moderna costruzione.
L’intenzione dell’Ente banditore dunque è stata quella di poter disporre di un’opera con alta qualità architettonica, funzionale, economica e ecologica.
Il concorso di progetto con procedura libera ad una fase è stato aperto agli architetti con domicilio civile o professionale in Svizzera e che non abbiano più di 40 anni di età (validità anno di nascita 1977) e siano titolare o con-titolare di uno studio d’architettura, con il motivo di promuovere il concorso d’architettura verso le nuove generazioni, che hanno oggi ridotte possibilità di emergere.
Obiettivi
Si è richiesto ai concorrenti l’elaborazione di un progetto funzionale con criteri costruttivi, architettonici ed energetici tenendo conto della specificità del luogo, delle preesistenze, della razionalità ed economicità sia costruttiva che gestionale e delle tempistiche di cantiere.
Trattandosi di un edificio di proprietà di un ente pubblico, il Regolamento sull’utilizzazione dell’energia (RUEn) ha imposto di rispettare lo standard energetico MINERGIE®.
Il Committente ha auspicato una certificazione secondo lo standard complementare MINERGIE-ECO®, dove siano stati dunque considerati gli aspetti legati all’ecologia e alla salute della costruzione.
Con la sua proposta il progettista ha dovuto pertanto:
1. Proporre un intervento rispettoso delle qualità architettoniche dell’edificio esistente;
2. Identificare soluzioni di carattere funzionale e tecniche innovative e adeguate alle normative vigenti;
3. Proporre dei metodi costruttivi che permettano di avere tempi di realizzazione brevi e costi rispettosi della stima dell’Ente banditore. Le opere dovranno essere eseguite in armonia con il calendario scolastico, sfruttando al meglio i periodi di vacanza estiva. In ogni caso le attività di costruzione saranno subordinate alle attività scolastiche;
4. Prestare la massima attenzione alla qualità degli spazi interni
Commenti ai progetti
1. rango «Fil Rouge» (studio inches architettura, Locarno)
Il progetto instaura un dialogo fecondo con l’edificio esistente, proponendo una struttura metallica di grande leggerezza visiva che reinterpreta, attualizzandolo, un linguaggio architettonico coevo alla Scuola realizzata tra il 1974 e il 1978 da Sergio Pagnamenta. L’intervento propone un coronamento che trasforma l’edificio rispettandone l’identità.
L’articolazione degli ambienti genera spazi di grande nitore che garantiscono una flessibilità d’uso e un’atmosfera consona alla destinazione funzionale. La terrazza destinata al doposcuola è un ulteriore elemento che apporta qualità, come pure la vasca sul lato meridionale che, riprendendo un elemento dell’edificio esistente, stabilisce un rapporto di prossimità e intimità con la vegetazione.
Convince anche la soluzione dell’ingresso che offre uno spazio aperto a diverse attività. La disposizione del nucleo dei servizi è ritenuta ideale anche per il collegamento e la distribuzione degli impianti. L’impianto planimetrico consente un eventuale contenimento dei volumi riscaldati.
Gli spazi del doposcuola si presentano ampi e rivolti verso ovest e sono arricchiti dalla terrazza esterna. L’ambiente destinato alla mensa appare flessibile e funzionale.
La proposta del verde sulle facciate è interessante da un punto di vista didattico, aspetto che potrebbe essere sviluppato nel contesto delle attività di doposcuola.
La posizione della cucina permette una facile accessibilità da parte dei fornitori e nel contempo un contatto visivo con la mensa. Sono inoltre previste diverse zone per disporre degli armadi lungo il blocco centrale.
A livello funzionale si ritiene necessario approfondire la disposizione dei servizi igienici.
È apprezzata la possibilità di suddividere gli spazi con pannelli mobili, soluzione che andrà ulteriormente sviluppata per quanto attiene gli aspetti acustici. È tuttavia da approfondire la creazione di zone «riposo» nella parte doposcuola.
La struttura prevede una grande copertura in carpenteria metallica modulare, con appoggi interni corrispondenti alla struttura sottostante, convenzionale.
La copertura estremamente compatta e leggera si abbina bene con le necessità di isolamento termico dello standard Minergie. Un'ottimizzazione sarà necessaria per risolvere i ponti di freddo presenti su tutto il perimetro.
La scelta di prevedere una struttura con diagonali in facciata, dipinta di rosso a richiamare i serramenti della scuola, è efficiente e permette il trasferimento sulla struttura esistente dei carichi orizzontali e verticali. Particolare attenzione andrà prestata alla scelta del rivestimento esterno della copertura.
Il dettaglio di aggancio sul parapetto esistente e le dimensioni effettive dei tubolari saranno da approfondire anche in rapporto alla proposta di realizzare la vasca verde e la delimitazione verso l'esterno con rete metallica.
Il pavimento è sopraelevato per permettere l'inserimento degli impianti e le eventuali necessità di rinforzo della struttura esistente, come pure per migliorare l'isolamento termico degli spazi sottostanti.
La struttura scelta garantisce l’adattamento degli spazi, senza particolari modifiche.
2. rango «300817» (Studio Montemurro Aguiar, Mendrisio)
Il progetto riprende la sequenza delle terrazze esistenti e propone un volume contenuto che si accorda con l’edificio e il suo orientamento prevalente, consentendo inoltre di conservare i lucernari delle aule al piano inferiore.
È stata apprezzata la cura riposta nel disegno degli interni e nella definizione del loro rapporto con la terrazza, ritmato dalle lame strutturali che determinano uno spazio di transizione coperto e ombreggiato. Incomprensibile, invece, la scelta di demolire l’ascensore esistente per ricostruirlo laddove non apporta alcun vantaggio e non consente di risolvere lo spazio d’ingresso.
La distribuzione interna offre un contributo originale, separando la mensa dal doposcuola e calibrando le proporzioni degli ambienti. Tale netta distinzione spaziale causa tuttavia una maggior difficoltà nella gestione dei bambini, benché la posizione dei servizi igienici ne favorisca la fruibilità in momenti diversi.
L’ubicazione della cucina, funzionale per l’accesso ai fornitori, non lo è per la distribuzione dei pasti e soprattutto non prevede un contatto dei bambini con le attività di cucina.
La lunga terrazza è ritenuta interessante ai fini delle diverse attività. Ritenuta pure interessante la proposta di panca/contenitore per il suo doppio uso e per creare delle zone di seduta alternative a quelle già previste.
La struttura completamente in legno con elementi pieni xlam e solette nervate è appropriata e facilmente realizzabile.
Il sistema strutturale si conforma all’esistente, con appoggi lungo gli assi che dividono le sottostanti aule e copertura con travi in direzione longitudinale.
Sul fronte sud, la presenza degli appoggi a lama in legno con taglio inclinato, permette di trasferire i carichi sia orizzontali che verticali verso il basso. Il controventamento in direzione trasversale può essere quindi garantito dalle lame frontali, mentre appare irrisolto in direzione longitudinale.
L'integrazione fra impianti e struttura non è sviluppata in modo chiaro. La possibilità di distribuzione degli impianti è di difficile risoluzione, non essendo previsto un pavimento rialzato. Per tale motivo risulta pure difficile procedere all'isolamento tecnico della terrazza esterna a beneficio degli spazi scolastici sottostanti.
3. rango «Pan da zücar» (Tommaso Facchini Architetto, Lugano)
La Scuola viene coronata da un padiglione ligneo che rispetta la sequenza delle terrazze e i lucernari esistenti, riproposti nello spazio della mensa per garantire l’illuminazione naturale agli ambienti di servizio. Lo spazio interno è articolato da tre fasce permeabili che consentono una circolazione fluida e garantiscono una distribuzione adeguata degli impianti. È tuttavia problematico l’esiguo corridoio che funge da guardaroba. Non convince l’inversione della struttura rispetto alla logica dell’edificio esistente: pur consentendo di liberare lo spazio, tale soluzione accentua la profondità di un ambiente già molto allungato. E neppure è risolto il linguaggio architettonico, che non dialoga a sufficienza con l’edificio esistente.
La cucina è rivolta alla mensa e permette un buon contatto visivo oltre a garantire un accesso funzionale ai fornitori. La distribuzione dei servizi a blocchi consente inoltre di ricavare ampie armadiature. Il lungo spazio unitario per mensa e doposcuola impone una riflessione sugli aspetti legati al rumore. Gli spazi esterni appaiono poco fruibili in caso di cattivo tempo.
La struttura completamente in legno prevede gli assi portanti lungo le facciate principali e all'interno lungo i locali centrali. Tale scelta impone importanti travi principali che sarebbe possibile ottimizzare calibrandone la posizione e la lunghezza degli sbalzi.
Il controventamento nelle due direzioni è facilmente risolvibile con la predisposizione di pareti nelle ubicazioni più opportune.
La scelta di rinforzare la soletta sottostante con un getto superiore collaborante aumenta considerevolmente il peso proprio della nuova costruzione.
L'involucro può soddisfare lo standard Minergie, calibrando la superficie dei nuovi lucernari.
4. rango «Chapeau» (DueA architetti, Lugano)
La proposta è caratterizzata da una grande copertura a struttura lignea, con rivestimento in lamiera brunita, e pilastri corrispondenti agli appoggi sottostanti. I nuclei di servizio sono disposti in modo tale da orchestrare uno spazio fluido, adeguato alle diverse funzioni d’uso.
Non convince la scelta di proporre un coronamento in aggetto dell’edificio esistente, che si ripete oltretutto senza alcuna ragione sui quattro lati. Così facendo, la sopraelevazione risulta invasiva, né si comprende la sezione in corrispondenza del corridoio posteriore, parzialmente scoperto, e la cui qualità spaziale appare dubbia. L’altezza da terra della finestra a nastro non è adeguata agli utenti della mensa.
La distribuzione dei «blocchi» secondari (servizi, locali accessori) è funzionale e permette una buona gestione delle attività grazie ad un contatto visivo tra le singole aree. Apprezzata in particolare la cucina che ha visuale diretta sulla mensa garantendo una relazione fra il personale e i bambini.
Nonostante il grande spazio unico ponga la criticità della gestione del rumore, si ritiene interessante la soluzione proposta di creare una zona «riposo» più intima con una tenda a «chiocchiola».
La struttura in legno a cassettoni è realizzata con elementi Xlam. Le pareti divisorie degli ambienti di servizio sono indipendenti dalla struttura e consentono una massima flessibilità nella definizione degli spazi esterni.
Le travi incrociate in due direzioni, la sezione della facciata e i pilastri di forma complessa non rendono questa struttura particolarmente efficace ed economica.
La controventatura attraverso un sistema a telai indicata nella relazione tecnica non è espressa in modo chiaro negli elaborati grafica, e la forma dei pilastri, rastremati e sottili al piede, appare contraddittoria rispetto a questo intento.
La scelta di rinforzare la soletta sottostante con un getto superiore collaborante aumenta considerevolmente il peso proprio della nuova costruzione, senza essere necessariamente efficace.
L'involucro può soddisfare lo standard Minergie, ma particolare attenzione va data alla presenza dei lucernari e alla protezione delle vetrate dal sole.
5. rango «Aglaia» (Atelier PeR, Mendrisio)
Il progetto propone una grande copertura completamente rivestita di metallo, che si pone in dialogo con l’edificio esistente e nella quale viene ricavato un grande patio. Ne consegue una soluzione spaziale e distributiva originale, che dimostra attenzione al mondo del bambino e si propone una spiccata caratterizzazione di ciascuno spazio. A queste qualità si contrappone l’assenza di una chiara riflessione strutturale e l’omissione delle informazioni necessarie a valutare pienamente l’inserimento del nuovo corpo scale, che costituisce un intervento volumetricamente rilevante.
Il patio interno rialzato permette di avere uno spazio esterno intimo e sicuro, anche se gli accessi non sono risolti. All’interno vengono disposte numerose zone di seduta e riposo, un poco penalizzate dall’esigua larghezza dello spazio. Il patio presenta pure il vantaggio di suddividere le zone doposcuola e mensa garantendo tuttavia una presenza visiva e zone di circolazione interessanti. Il guardaroba posizionato al piano inferiore rende difficoltosa la gestione dei bambini all’arrivo e alla partenza.
Il progetto è estremamente deficitario rispetto agli aspetti costruttivi. Sono desumibili pochissime indicazioni sulla struttura sia dai testi sia dagli elaborati grafici. La struttura a tralicci non è comprensibile, gli appoggi non sono definiti in modo chiaro.
La scelta di realizzare un patio verde con forti sovraccarichi è estremamente sfavorevole. La forma dell'edificio a corte e il corridoio a sud, soggetto a surriscaldamento, non rendono agevole la gestione degli impianti e la certificazione Minergie.
(Testo estratto dal rapporto della giuria)