Ampliamento Ospedale Civico di Lugano
Procedura selettiva
46 Via Tesserete, 6900 Lugano
Data di pubblicazione
08.02.2017
Ente banditore
Ente Ospedaliero Cantonale, Area tecnica
SIA 142
Gallery fotografica
Ente banditore e giuria
Risultati del concorso
Oggetto e area del concorso
Oggetto del concorso di progetto è l’ampliamento della «piastra base» dell’Ospedale Civico di Lugano che, una volta realizzato, nei vari Comparti sarà in grado di accogliere i relativi servizi:
«Comparto A» (Blocco operatorio, Pronto soccorso e Medicina intensiva):
- il Blocco operatorio con 8 sale operatorie;
- la Medicina intensiva con 26 posti letti;
- il Pronto soccorso con 38 postazioni di trattamento;
un Piano di riserva, che in una prima fase dovrà essere in grado di ospitare un numero di letti corrispondente a due reparti di degenza.
«Comparto B» (Area accessi, camminamenti pedonali, piazzali e aree di fermate veicolari e motocicli):
- i flussi veicolari e pedonali;
- gli accessi alla struttura ospedaliera;
- il collegamento pedonale d'accesso all'autosilo;
- la pensilina d'ingresso.
«Comparto C» (Area posteggi in superficie, autosilo attuale e sistemazione a verde):
- la sistemazione esterna a verde;
- l'ampliamento dell'autosilo esistente;
- un indirizzo di sviluppo volumetrico della struttura ospedaliera sul fronte di via Torricelli.
L’area del concorso di progetto è composta dai «Comparti A, B e C».
Per i «Comparti A e B» si richiede la progettazione degli spazi e delle infrastrutture principali oggetto del concorso; per il «Comparto C» si richiedono delle proposte d'idee.
I progetti presentati, in un'unica soluzione progettuale (non sono ammesse varianti), devono presentare una proposta d'intervento per tutti i tre comparti considerati (Comparto A, B e C), facenti parte dell'area di concorso.
Raccomandazioni della Giuria
Conformemente all’articolo 23 del Regolamento dei concorsi d’architettura e d’ingegneria SIA 142 (edizione 2009), la Giuria raccomanda all’unanimità al Committente di attribuire il mandato per la progettazione e realizzazione dell’Ampliamento Ospedale Civico di Lugano, secondo le indicazioni riportate al p.to 2.8 del bando di gara, al progetto N° 8 / «Canone inverso» classificato al primo rango, tenendo conto delle osservazioni formulate nel «Commento ai progetti». I membri della Giuria e il coordinatore del concorso si tengono a disposizione del Committente per accompagnarlo nel processo di messa in opera del progetto.
Commenti ai progetti
Canone inverso (1o rango, 1o premio, Ipostudio architetti)
Qualità architettonica e urbanistica
La proposta progettuale del team, precisando negli aspetti organizzativi e funzionali il «progetto di riferimento» all’interno di una volumetria semplice e chiaramente definita, si focalizza nella rilettura delle aree e degli spazi esterni alla struttura ospedaliera, trovando nella loro generale riorganizzazione l’elemento innovativo della proposta progettuale. Il tetto a copertura del parcheggio, prolungato sino al nuovo ingresso principale dell’ospedale, in corrispondenza dell’attuale terrazza esterna della torre di degenza, acquisisce la forma di un basamento, il cui gesto unificatore circoscrive il comparto e consente di creare, con la piazza soprastante orientata verso la città, il nuovo fronte ed il portale d’accesso della rinnovata struttura. Sulla piazza, attrezzata a verde e in parte pavimentata e per offrire luoghi di sosta e riposo ai fruitori del nosocomio, si avvicendano i flussi pedonali e veicolari, nonché si dispongono i punti d’accesso principali e si diramano i percorsi verso l’ampliato edificio. Lo spazio d’accoglienza e ricezione affacciante la piazza, caratterizzato da un’ampia pensilina collegata al nuovo edificio, costituisce, infatti, una soluzione particolarmente interessante. L’ingresso rappresentativo e qualificante l’ospedale a struttura pubblica, adeguato nelle sue dimensioni alla scala dell’edificio ed a quella più ampia della città, non solo conferisce una chiara destinazione alla piazza, ma costituisce lo snodo ed il punto di riferimento principale per distribuire i flussi di visitatori e fruitori, che da qui vengono convogliati al nuovo accesso principale dell’ospedale, attraverso un percorso pedonale coperto e panoramico sul fronte lago. Per questo motivo sarebbe auspicabile che lo spazio venisse liberato dall’ingombrante presenza della rampa veicolare, con il suo eventuale spostamento in una zona laterale al comparto, per assumere in modo chiaro la sua funzione di atrio d’entrata. Oltre all’ampia pensilina dello spazio d’accoglienza, il nuovo orientamento dell’ospedale verso la città è evidenziato dalla nuova facciata proposta. Il suo aspetto, cosi come le fattezze della pensilina sono però da precisare. In particolare, la nuova quinta, diversamente da come appare più chiaramente nel modello in gesso consegnato, non ha ancora un’espressione architettonica adeguata a conferirle quel «carattere» di facciata principale dell’ospedale, tanto più perché risulta indifferenziata dalle altre facciate proposte per il nuovo edificio. In tal senso, anche le facciate del nuovo basamento e del corpo di tre piani del nuovo ampliamento della piastra base dovranno essere perfezionate. Infatti, se da una parte convince l’intento di conferire unitarietà ed uniformità all’intervento uguagliando le facciate, senza entrare in conflitto con l’architettura dell’ospedale esistente riconosciuto nella sua forte identità e presenza nel paesaggio, dall’altra è opportuno che venga approfondito il linguaggio architettonico con particolare attenzione alla diversità del programma di spazi previsto all’interno dell’edificio.
Funzionalità: principi organizzativi e riconoscibilità dei flussi
Si ritiene molto positiva la distinzione tra gli accessi per le forniture e per il pronto soccorso, da quelli per i visitatori e per il personale. In particolare, i primi vengono mantenuti nella zona attuale a nord- est dell’edificio, mentre i secondi vengono convogliati nella parte sud-est lungo il nuovo percorso coperto.
Principi tecnico-costruttivi e flessibilità
Tutti i piani sono ordinati e strutturati sul medesimo sistema di assi A-F e 1-8, lasciando intravedere una disciplina costruttiva ed un’efficienza per l’edificazione ed i futuri adattamenti, nonostante sia ancora da approfondire il sistema portante. Una volta definita più chiaramente la struttura portante dell’edificio, il progetto avrà la necessaria flessibilità per adattarsi ad eventuali cambiamenti programmatici, propri di un ospedale.
Economicità
La SUL e la volumetria complessiva si identificano con le aspettative della giuria e della committenza. Il rapporto tra la SUL e la superficie di collegamento orizzontale e verticale è tra i più favorevoli.
Simbiosi (2o rango, 2o premio, IttenBrechbühl)
Qualità architettonica e urbanistica
Il progetto si attesta nell’area a disposizione tra l’ospedale esistente e l’autorimessa, creando una contrapposizione formale con il volume del Neurocentro, posto sul fronte nord-est, fissando una quota comune. Il nuovo intervento proposto si sviluppa in tre piani di posteggi, un piano di depositi, quattro piani con la logistica operativa. Il progetto permette un ulteriore sopraelevazione nel rispetto del PR.
Non affronta in modo soddisfacente la destinazione dello spazio antistante al nuovo blocco che funge da facciata di riferimento all’accesso dell’ospedale (Comparto C). Difatti la ricerca, perlopiù apprezzata di creare sinergie differenziate per le diverse funzioni di servizio e di accesso alla struttura ospedaliera (autoambulanze, visitatori, forniture, ecc.), non permette di soddisfare convenientemente l’esigenza richiesta di creare uno spazio verde attrezzato commisurato. I posteggi esterni (circa 50 numericamente in eccesso rispetto a quelli richiesti dal bando) vanificano l’obiettivo di sistemazione a verde dell’area. I percorsi veicolari, in particolare quelli d’accesso all’autosilo, appaiono eccessivamente invasivi. Solleva qualche dubbio anche la funzionalità delle diverse uscite/entrate su via Tesserete. Il linguaggio architettonico non sembra ancora approfondito in modo sufficiente, ma lascia intravedere il potenziale necessario per risolvere le esigenze richieste.
Funzionalità: principi organizzativi e riconoscibilità dei flussi
Nella proposta progettuale si apprezza la ricerca di flussi funzionali articolati secondo le future esigenze dei contenuti esistenti e quelli nuovi.
Le accessibilità ai diversi servizi sono analizzate con attenzione e con una chiara visione delle problematiche tecniche e costruttive. Alcune proposte possono essere ottimizzate per soddisfare appieno le richieste del bando.
Nei settori di cura si rileva il posizionamento del Blocco operatorio al piano -1. Questa scelta non in linea con il progetto di riferimento, ha il pregio di un’estensione razionale e apprezzata dalla giuria. Da risolvere sono l’eliminazione dell’aula magna che dovrà trovare altra ubicazione e la vicinanza della zona pubblica che richiede una chiara separazione funzionale verso il BO. Tutte le superfici richieste per gli altri settori di cura sono risolte convenientemente e se del caso perfezionabili senza modifiche dei limiti perimetrali e/o della struttura statica che dovrà essere coordinate anche con i piani tecnici inferiori. I suggerimenti per il potenziamento degli spazi per le forniture e per le diverse fasi d’intervento sono ritenuti appropriati.
Flessibilità
La composizione dei diversi settori di cura sono di principio ritenuti di buona qualità. Gli spazi interni che portano luce ai piani inferiori valorizzano l’attenzione del progettista al problema. La disposizione dei piani così concepita permette di attuare le diverse fasi di lavoro con una flessibilità conforme.
Principi tecnico e costruttivi
Il progetto allo stadio attuale è chiaramente strutturato sia per le parti riguardanti i piani tecnici, sia per quelle degli edifici di servizio tecno-medico. Meno evidente è la lettura della coerenza di impostazione dei moduli strutturali dei diversi piani. Sono tuttavia chiaramente indicate le fasi di lavoro durante il cantiere che sembrano soddisfare l’impostazione proposta.
Economicità
La SUL e la volumetria complessiva si identificano con le aspettative della giuria. Il rapporto tra SUL e superficie di collegamento orizzontale e verticale è favorevole.
Rochade (3o rango, 3o premio, Baumschlager Eberle Architekten)
Qualità urbanistica e architettonica
Il progetto si distingue grazie alla chiara identità dei volumi elaborati in una sola e semplice forma. Completato da un'area verde accessibile al pubblico sul tetto del parcheggio e da un miglioramento degli accessi, l’insediamento generale viene valutato positivamente. La visione d’insieme offre un basamento compatto in dialogo con la torre dei letti esistente.
L’espressione architettonica delle facciate che fanno da involucro omogeneo al nuovo volume trasmette l’idea di una volontà di creare un’unità formale con l’ospedale esistente e un’unità per i nuovi spazi. La visione dei progettisti di trasformare fortemente l’espressione architettonica attuale dell’insieme dei volumi dell’Ospedale Civico, tema non previsto dal bando di concorso, è ritenuta eccessiva.
Funzionalità: principi organizzativi e riconoscibilità dei flussi
Su via Toricelli viene proposta una generosa entrata veicolare, riservando così l'accesso da via Tesserete ad uso esclusivo dei movimenti per le ambulanze, il pronto soccorso, i taxi, ecc. L'accessibilità pedonale da via Tesserete è commisurata alle aspettative. Il sottopassaggio che collega il posteggio all’entrata principale è poco invitante. Per contro il parco forma un’entità autonoma apprezzabile.
I collegamenti orizzontali e verticali per i visitatori e il personale garantiscono un'efficace connettività e una buona flessibilità. E’ pure apprezzata la relazione tra la torre e la piastra base, percepibile grazie ad una generosa corte interna arredata a verde. La funzionalità dei reparti pone qualche problema e richiederebbe il ripensamento dell’ubicazione di alcune funzioni.
Flessibilità
I collegamenti orizzontali e verticali per i visitatori consentono un'efficace connettività e una buona flessibilità. Per contro gli spazi di riserva necessari durante il periodo di ristrutturazione della torre, disposti su due piani sono insufficenti e tipologicamente non adatti alle funzioni di degenza.
Principi tecnici e costruttivi
E’ riconoscibile una chiara struttura portante principale su modulo di 8,4 × 8,4 che attraversa tutti i piani in modo omogeneo e da un doppio nucleo scala - ascensori ubicato in posizione centrale.
Diversi aspetti costruttivi sarebbero da approfondire per soddisfare le esigenze del bando.
Economicità
Le superfici e il volume complessivo sono superiori alla media dei progetti consegnati.
Si rileva un numero eccessivo di posteggi per autovetture e una mancanza di stalli per motociclette.
Belvedere (4o rango, 4o premio, SAM Architekten und Partner)
Qualità urbanistica e architettonica
Il progetto propone il riordino del comparto, integrando l’ospedale in un’idea di isola verde che identifica tutto il settore. L’idea è rafforzata dalla creazione di un tetto verde al livello della soletta superiore degli attuali posteggi. Questo nuovo spazio urbano di qualità funge da entrata a tutto il complesso e si contrappone all’edificazione articolata del nosocomio.
I flussi pedonali dei visitatori dal posteggio sono convogliati verso l’atrio principale, attraverso un nuovo percorso pedonale coperto sul fronte città. Questa soluzione è apprezzata in quanto risolve una delle problematiche fondamentali, cioè quella della sovrapposizione dei flussi verso i diversi servizi.
La piastra ambulatoriale si compone di due livelli posti sopra il piano d’entrata riducendo così le volumetrie.
Questa soluzione, sicuramente apprezzabile da un punto di vista architettonico, non permette per contro una dimensione e un’organizzazione ottimale dei due importanti servizi (Blocco operatorio e Medicina intensiva) posti sullo stesso livello.
L’espressione regolare delle facciate partendo dal posteggio fino a raggiungere il corpo principale dell’ospedale, sottolinea la volontà di uniformare l’intervento.
Funzionalità: principi organizzativi e riconoscibilità dei flussi
I flussi in entrata al complesso ospedaliero sono risolti. Non è sempre il caso per l’interno dei servizi, che denotano incroci non compatibili con le esigenze di funzionamento.
Flessibilità
L’impostazione del progetto, con l’estensione del fronte verso est, non permette la distribuzione ottimale delle cure intensive e dei servizi annessi, in quanto i collegamenti sono ritenuti di lunghezza eccessiva.
Principi tecnici costruttivi
La sovrapposizione in alcune parti alla struttura esistente crea delle difficoltà costruttive e organizzative difficilmente risolvibili.
Economicità
La volumetria complessiva si identifica con le aspettative della giuria. Il rapporto tra SUL e superficie di collegamento orizzontale supera in modo importante la media riscontrata per gli altri progetti.
(Testo estratto dal rapporto della giuria)