Quartiere intergenerazionale Coldrerio
Offenes Verfahren
8 Via al Roseto, 6877 Coldrerio
Publikationsdatum
20.06.2016
Auftraggeber
Fondazione San Rocco
SIA 142
Galerie
Auftraggeber & Jury
Fachrichter
- Valentin Bearth (prof. arch. ETH-Z, Coira),
- Fabio Giacomazzi (dr. arch. ETH-Z, Manno),
- Rosa Lund (Architect MAA, Copenhagen),
- Martino Pedrozzi (arch. EPF-L, Mendrisio),
- Martin Hjerle (Landscape Architect MDL, Copenhagen),
Sachrichter
- Celia Marini (Consiglio di Fondazione Casa San Rocco, Presidente),
- John Gaffuri (Direttore Fondazione Casa San Rocco, Morbio),
- Corrado Solcà (Sindaco di Coldrerio),
- Alain Bianchi (Municipale di Coldrerio),
Wettbewerbsresultat
Oggetto del concorso
Tema del concorso è la progettazione di una Casa anziani, per una capacità di 63 posti - letto e i relativi servizi di supporto, un Centro comunale polivalente, con biblioteca, centro giovani, asilo nido, doposcuola e servizi di supporto scolastico, ludoteca, preasilo, locali per società del Comune e la casa d’appartamenti a misura di anziano, come pure gli spazi esterni con giardino dell’asilo, parco pubblico, parco giochi, attrezzature di svago. La Casa per anziani sarà dotata di spazi e servizi comunitari che vanno oltre le necessità strette degli ospiti e che devono essere aperti anche agli anziani del Comune residenti in casa propria, agli utenti del Centro comunale polivalente e alla popolazione in generale. Raccomandazioni della giuria e considerazioni finali Conformemente all’articolo 23 del Regolamento dei concorsi d’architettura e d’ingegneria SIA 142 la Giuria raccomanda all’unanimità all’Ente banditore l’attribuzione del mandato di progettazione e realiz L’area di concorso, di proprietà comunale, si trova al centro del Comune di Coldrerio e comprende anche la Casa comunale, la Scuola dell’Infanzia, la Scuola elementare, un Centro comunale polivalente (sala multiuso, spazi diversi per società e attività pre/post scolastiche).
Raccomandazioni della giuria e considerazioni finali
Conformemente all’articolo 23 del Regolamento dei concorsi d’architettura e d’ingegneria SIA 142 la Giuria raccomanda all’unanimità all’Ente banditore l’attribuzione del mandato di progettazione e realizzazione agli autori del progetto classificato al 1° rango - 1° premio: 34 MARIGOLD HOTEL.
Al termine dei lavori, la Giuria ritiene che il progetto premiato propone una valida strategia di ricucitura e di riqualifica del comparto centrale del villaggio di Coldrerio. Gli edifici esistenti e quelli nuovi e gli ampi spazi pubblici che, nella diversità delle loro configurazioni e sistemazioni, li connettono fra loro, conferiscono al comparto una forte e urbanisticamente corretta centralità, data anche dalla molteplicità di funzioni comunitarie che vi si inseriscono. Con questa soluzione urbanistica e con le caratteristiche del progetto della Casa per anziani la visione di quartiere intergenerazionale trova un’adeguata attuazione.
Il progetto vincente si è distinto in modo particolare anche per la qualità dello scenario di ulteriore sviluppo urbanistico proposto; l’autore si è chinato con serietà e attenzione su questa richiesta introdotta dalla Giuria nel capitolato per la 2. fase e ha saputo presentare una proposta assai convincente: la demolizione della Casa comunale esistente e il conseguente inserimento nel Centro comunale polivalente dell’amministrazione comunale, permette di creare un interessante spazio pubblico di connessione fra Via Mola e la Casa per anziani, mettendo nel contempo in valore l’antico edificio delle Scuole.
Sulla base di tale proposta la Giuria raccomanda all’Ente banditore di attuare lo scenario di ulteriore sviluppo urbanistico con una tempistica ravvicinata, senza soluzione di continuità rispetto alla realizzazione della Casa per anziani e prevedendo già da subito il nuovo Centro comunale polivalente ampliato con l’amministrazione comunale.
Il progetto, in particolare per quanto riguarda taluni aspetti organizzativi della Casa per anziani, è comunque perfettibile in quanto non risolve completamente le tematiche poste dal bando. Per questo motivo la Giuria richiede all’Ente banditore di poter accompagnare il vincitore con una consulenza durante lo sviluppo del progetto, in modo da adattarlo adeguatamente ed adempiere pienamente agli aspetti critici rilevati durante i lavori di giudizio.
Valutazione dei progetti
Marigold Hotel (1.rango / 1.premio: Architetti Tibiletti Associati)
Il pregio del progetto è di considerare e mettere sullo stesso piano la nuova Casa per anziani e il Centro comunale polivalente con la Casa Comunale, la Scuola e la Scuola dell’infanzia, creando tre spazi distinti, il parco a est, il piccolo parco pubblico con le strutture comunali e uno spazio d’accesso, che permette di ricollegare al centro anche la Scuola dell’infanzia. È apprezzato il fatto che tra il Municipio e le Scuole è creato un percorso di collegamento lungo Via Mola e la nuova piazza.
Lo sviluppo urbanistico ulteriore, in cui si prevede la soprelevazione del Centro comunale polivalente, la demolizione dell’attuale Casa comunale e l’ampliamento del parco pubblico fra Via Mola e la nuova Casa per anziani, chiarisce e rafforza questo concetto: acquisendo una posizione isolata la Scuola esistente si pone come finale dell’asse urbano di Via Mola ed elemento di raccordo con il nucleo; il pergolato sul lato nord del parco pubblico definisce chiaramente il limite dell’edificazione diffusa limitrofa; l’alberatura sul lato opposto si ricollega bene con l’affaccio sul parco pubblico della Scuola e del Centro comunale polivalente con i loro spazi esterni. Le soluzioni per i dislivelli, le pavimentazioni e gli arredi differenziati per i diversi spazi pubblici sono ben congeniati. In questo modo il progetto risponde bene all’idea di creare un quartiere centrale intergenerazionale ben integrato.
La scelta di prevedere la rampa d’accesso all’autorimessa direttamente da Via Mola riduce il traffico su Via Bongio e Via Centro Sportivo.
Il complesso degli spazi comuni della Casa per anziani (atrio, ricezione, soggiorno, sala da pranzo, sala multiuso, bar-pasticceria) forma un’ampia area aperta, integrata e flessibile nell’uso, posta al centro del piano terreno; essa è il fulcro dell’edificio: vi convergono gli accessi dall’esterno e i percorsi interni. L’ubicazione e la configurazione degli spazi commerciali offrono buone connessioni sia con gli spazi comunitari interni, sia con la piazza pubblica su Via Campo Sportivo. La posizione della cucina, l’organizzazione del flusso delle merci e la correlazione con la sala da pranzo sono ben risolti. Non è invece soddisfacente l’organizzazione dei flussi tra l’entrata e i collegamenti verticali, tortuosi e angusti.
Ai piani superiori l’edificio della Casa per anziani presenta una chiara tipologia con un corridoio centrale e doppia fascia di locali sui due lati; la lunghezza del corridoio è attenuata dalle nicchie d’accesso alle camere e dalla confluenza in uno spazio centrale più ampio, rivolto verso il parco ad est. L’organizzazione asimmetrica sulla lunghezza permette di reagire ai diversi piani in modo differenziato alle diversità di programma dei reparti, degli spazi terapeutici e di quelli amministrativi; la posizione del reparto Alzheimer nella testata nord del primo piano permette un collegamento diretto su una zona marginale e discreta del parco. La posizione dei collegamenti verticali è poco percepibile dal corridoio e dai locali comunitari principali dei diversi reparti. L’ubicazione del locale culto/preghiera al secondo piano è da rivedere. L’organizzazione delle camere, con una zona soggiorno verso la finestra, separabile rispetto al letto, è buona ma per raggiungere la dovuta qualità spaziale e funzionale richiede un lieve aumento di superficie; anche il bagno deve essere adeguato ai requisiti posti dalla Direttiva cantonale sui criteri costruttivi di un casa per anziani (documento di concorso K). L’ubicazione e la conseguente soluzione per l’illuminazione naturale delle camere mortuarie, con un inadeguato cavedio scavato nel terreno, non convince.
La posizione del Centro comunale polivalente contribuisce alla ricucitura urbanistica generale del comparto centrale di Coldrerio: l’accesso principale è previsto dal nuovo spazio pavimentato su Via Campo Sportivo, che diventa una nuova piazza, su cui si affacciano anche gli spazi commerciali della Casa per anziani, la Scuola dell’infanzia esistente e la nuova palazzina con gli appartamenti a misura di anziano; il taglio diagonale reagisce bene ai limiti del nucleo e alla geometria delle strade limitrofe. L’organizzazione funzionale dell’edificio è corretta. L’ubicazione al piano terreno dell’asilo nido e del preasilo permette un accesso diretto al parco giochi previsto nel giardino; lo stesso è correttamente ubicato rispetto alla disposizione degli spazi pubblici.
L’atrio d’entrata appare sottodimensionato per un edificio pubblico, soprattutto se in futuro sarà completato con gli uffici amministrativi del Comune. Il locale dell’asilo nido è sottodimensionato, mentre per gli altri spazi le differenze non sono rilevanti. In considerazione della posizione strategica e dei contenuti pubblici dell’edificio il disegno delle facciate appare schematico e poco adeguato.
È apprezzato il modo con cui l’edificio con gli appartamenti a misura di anziano è connesso con gli altri edifici e con la rete degli spazi pubblici mediante la nuova piazza su Via Campo Sportivo. L’organizzazione funzionale dell’edificio e degli appartamenti è corretta, anche se vanno verificate le dimensioni di alcuni spazi.
La valutazione della sostenibilità risulta sostanzialmente positiva; gli aspetti critici (insolazione estiva delle pavimentazioni esterne, aspetti gestionali, adattamento a esigenze mutevoli nel tempo) possono essere risolti.
Pur essendo i costi lievemente superiori all’obiettivo d’investimento indicato nel bando di concorso, essi rientrano nei limiti di un ragionevole margine. Rispetto agli altri 4 progetti selezionati per la seconda fase è il progetto che presenta i costi più bassi.
In piazza (2.rango / 2.premio: Campana Hermann Pisoni)
Il progetto crea un nuovo insieme tra gli edifici esistenti, la Scuola comunale, il Centro comunale polivalente, che viene sopraelevato e la nuova Casa per anziani.
I tre edifici posati su una “piattaforma” minerale formano una nuova piazza che collega tutte le funzioni ed esprime la nuova identità del luogo. Questa concentrazione degli edifici intorno allo spazio pubblico permette di liberare tutto il terreno esistente da nuove edificazioni e di guadagnare spazio per un generoso parco tra la Casa per anziani e la Scuola dell’infanzia. Il parco è a beneficio di tutto il quartiere come luogo d’incontro e di ricreazione.
Questa soluzione di concentrazione degli edifici convince ad uno primo sguardo, ma rimane alla fine un frammento urbano, che cerca di creare un’analogia con le piazze tradizionali; manca un intorno di densificazione urbana che dia continuità spaziale con strade e vicoli e che possa produrre il significato della tipologia urbana di una piazza come la conosciamo nei nuclei storici delle nostre città europee. La facciata posteriore della scuola verso la piazza con la sua area di gioco, che avrebbe bisogno di uno spazio protetto per gli allievi, crea conflitti con gli altri utenti e sottolinea ancora di più questa contraddizione.
L’edificio per la Casa per anziani ha una struttura simmetrica, orientata est-ovest, con una tipologia molto chiara e semplice. Un generoso spazio d’entrata che raccoglie tutte le funzioni pubbliche, con il ristorante che da sul parco convince, anche se il suo centro è ancora poco articolato e potrebbe essere sviluppato attraverso un rapporto verticale che non sia solo un pozzo di luce zenitale; esso potrebbe diventare un rapporto forte spaziale con i piani superiori. I piani delle stanze riflettono una chiara organizzazione, con le funzioni dei servizi al centro, e permettono un facile orientamento; su entrambi i lati verso sud e verso nord vi sono due spazi d’incontro e soggiorno con una loggia che da sul paesaggio. Le stanze con balconi, anche se un po’ sottodimensionate, sono ben strutturate e danno sui due lati, quello della piazza e quello del parco. L’ultimo piano offre ancora una sorpresa positiva con il suo giardino protetto, raccolto all’interno della crosta delle camere e dei corridoi.
L’organizzazione dell'edificio con le sue diverse funzioni convince e permette una gestione efficace e favorevole per il personale.
La struttura portante con pilastri in cemento armato, i nuclei massicci di circolazione interna e la facciata in mattoni sono coerenti con la volontà dei progettisti di sviluppare un progetto che permette una massima flessibilità a cambiamenti futuri e che permette di essere economicamente ed ecologicamente sostenibile. La materializzazione delle facciate in mattoni di cotto mostra un apprezzato riferimento ad elementi costruttivi della tradizione edilizia regionale.
La proposta della sopraelevazione della casa comunale rimane ancora molto schematica e strutturalmente problematica.
L’idea di creare una piattaforma isolata, guadagnando spazio per un parco pubblico alla fine non riesce a convincere e a soddisfare i bisogni di un futuro nuovo centro comunale attrattivo; esso non riesce ad aprirsi verso tutto il villaggio nel senso dell’integrazione e partecipazione spaziale e funzionale, creando un identità contemporanea e legata alle specificità del sito. IN PIAZZA rimane un’isola.
Pur essendo i costi lievemente superiori all’obiettivo d’investimento indicato nel bando di concorso, essi rientrano nella media dei 5 progetti e nei limiti di un ragionevole margine.
Grindel (3.rango / 3.premio: Mauro Malisia architetto / HOMA architetti)
La giuria ha sin dall'inizio apprezzato la chiarezza del principio insediativo volto a definire in modo inequivocabile uno spazio verde pubblico su cui differenti edifici d'interesse collettivo esistenti e nuovi sono rivolti. Questo spazio, dal carattere di un grande cortile diventa nelle intenzioni del concorrente il nuovo vero centro di Coldrerio, in una sorta di reinterpretazione della classica "agorà".
Decisiva diventa in un concetto simile la relazione tra lo spazio del cortile e il contesto esterno in termini di rapporti spaziali e funzionali così come le relazioni, soprattutto al livello del piano terra, tra gli spazi interni degli edifici e la corte. Da questo punto di vista la giuria ha riscontrato una perdita di qualità tra il progetto inoltrato per la prima fase e quello finale.
Il passaggio da una struttura lineare, ma frammentata, caratterizzata da molteplici possibilità di trasparenze e passaggi perpendicolari all'edificio principale, a un unico volume curvilineo privo di articolazioni, ha necessariamente comportato un rafforzamento del carattere murario della casa per anziani andando a stabilire in modo perentorio il carattere del quartiere residenziale situato a nord come un retro, sia dal profilo spaziale che da quello inerente le viste e l'irraggiamento solare. Lo stesso edificio inoltre, sviluppato per la seconda fase secondo un'unica sezione trasversale tipo, risulta eccessivamente schematico per riuscire ad assorbire in modo organico un programma funzionale variato come quello di una casa per anziani. Infine la connessione diretta tra il piano terra e la corte è eccessivamente penalizzata dai lunghi spazi/corridoi con un muro di facciata intercalato da brevi tratti vetrati, anch'essi a filo facciata e perciò comunque ermetici, che lo dissociano letteralmente dallo spazio del parco.
Purtroppo il concorrente non ha ritenuto di raccogliere il suggerimento indicato dalla giuria nei commenti alla prima proposta, di portare il ristorante e la cucina all'estremità ovest dell'edificio, decidendo di lasciare entrambi all'estremità est, nel punto più distante dall'entrata principale. Il reparto Alzheimer opportunamente risolto su un unico piano dispone di uno spazio esterno eccessivamente penalizzato dalla propria posizione sul lato posteriore dell'edificio.
Il concetto costruttivo in muratura di mattoni intonacata si presta coerentemente allo sviluppo sinuoso del progetto. Tuttavia la posa di un isolamento termico interno con risvolti in corrispondenza delle solette per evitare i ponti di freddo appare come una soluzione corretta, ma non particolarmente attuale in risposta agli standard contemporanei estremamente rigorosi in termini di efficienza energetica, ciò che contribuisce ad un risultato negativo in termini di valutazione della sostenibilità. A maggior ragione nel caso di un edificio molto allungato con un grande sviluppo di superfici a contatto con l'esterno come questo e dunque già di per se energeticamente impegnativo.
Alla Giuria risulta evidente che il concorrente abbia concentrato le proprie energie progettuali soprattutto sulla Casa per anziani. Infatti il grado di sviluppo del progetto del centro comunale così come il testo dedicato alla sua descrizione sono marcatamente inferiori rispetto al resto del progetto complessivo. I progettisti hanno risolto il conflitto tra ingresso al parcheggio e accesso alla scuola dell'infanzia, ma complessivamente questa parte del programma lungo il margine sud del parco è insufficientemente sviluppata per la seconda fase di un concorso.
La forma allungata, come pure il suo carattere non ortogonale, si ripercuote anche sui costi di costruzione, che superano abbondantemente la media dei progetti esaminati nella seconda fase.
Thogether (4.rango / 4.premio: Celoria Architects)
Il progetto si propone come un edificio unitario e compatto orientato in direzione nord-sud posto tra la scuola e l'asilo. Nella prima fase del concorso l'edificio è stato posizionato più vicino alla Casa comunale e alla Scuola, creando un'area urbana ad ovest e un parco verde a est. Nella seconda fase, l'edificio è stato spostato ulteriormente verso est e circondato dal parco verde.
Il piano terra dell'edificio è diviso in due zone da un corridoio di vetro. L'intenzione è quella di dare una chiara connessione attraverso l'edificio dall'ingresso principale ad ovest verso l'ingresso secondario da est, e per dare l'impressione che il parco si colleghi attraverso l'edificio.
L’organizzazione principale dell'edificio prevede un nucleo centrale dove sono collocati impianti e servizi. Al piano terra le funzioni pubbliche sono poste insieme ad una grande area multifunzionale flessibile. Sul primo e secondo piano gli spazi di accoglienza sono disposti lungo le facciate, uniti da due corridoi su ogni lato del nucleo. Delle nicchie creano una connessione tra i corridoi e la facciata e da programma accolgono le aree comuni.
La giuria ritiene che la nuova organizzazione del piano terra con le strutture pubbliche e il collegamento attraverso la costruzione siano di grande valore. La struttura compatta e razionale presentata nella 1. fase diventa meno chiara nella 2. fase. I corridoi e le aree comuni sono carenti di luce naturale e la sistemazione delle aree comuni sembra casuale e poco chiara.
Le qualità presenti nel progetto di 1. fase, in cui vi era una chiara gerarchia tra l'area urbana ad ovest e la zona verde ad est, sono state perse. La nuova collocazione dell'edificio più ad est rende il rapporto con il paese di Coldrerio più debole e gli spazi intorno all'edificio diventano meno chiari.
La proposta a blocco compatto si relaziona poco con l'ambiente circostante. La scala e il volume dell'edificio sono in contrasto con il villaggio circostante, e dal momento che è stato spostato dalla sua precedente collocazione, la relazione con il municipio e la scuola diventa un monolite.
L'edificio è un blocco ridondante, sia nella sua costruzione che nell’espressione di facciata, che dà poca identità e gerarchia spaziale sia all'esterno che agli spazi interni.
La tipologia e la chiarezza della costruzione è grande. La disposizione dei piani con il nucleo centrale, risolve molte problematiche pratiche e funzionali. La preoccupazione è che i lunghi corridoi, con poca luce naturale a causa della rimozione del lucernario naturale, dia l'impressione del tradizionale corridoio ospedaliero.
La struttura compatta genera poche relazioni tra gli spazi pubblici interni e l'area esterna. Il corridoio vetrato è stretto e la preoccupazione è che non produca l'effetto desiderato di creare un collegamento visivo attraverso l'edificio.
I collegamenti con le aree esterne non sono specificati ed è difficile capire come utilizzare il potenziale di essere in un parco verde.
La valutazione della sostenibilità risulta in generale positiva; gli aspetti critici coincidono (ad es. illuminazione naturale) con quelli evidenziati nella valutazione della Giuria.
Pur essendo i costi lievemente superiori all’obiettivo d’investimento indicato nel bando di concorso, essi rientrano nella media dei 5 progetti e nei limiti di un ragionevole margine.
Il paesaggio sopra villaggio (5.rango / 5.premio: NORD architecture Copenhagen)
Il progetto si propone come un edificio diffuso nel paesaggio composto da piccole unità aggregate tra di loro a formare tre case a corte, unite su tre angoli da un unico volume. La tipologia a cortili organizza gli spazi di accoglienza sulla parte più esterna di ogni singola unità circondando i rispettivi spazi comuni posti al centro.
Ogni unità ha il suo proprio interno che si affaccia su di un cortile verde ed è caratterizzata da uno spazio aperto realizzato con una propria e specifica materializzazione. Le unità, sono poi ulteriormente suddivise in unità più piccole con tetti a spioventi, giardini pensili, terrazze e dislivelli.
Gli spazi esterni sono divisi in quattro aree principali, ognuna con il suo programma e la sua propria identità. A sud, una piazza urbana caratterizza l'ingresso principale all’edificio. A est, il parco verde è percorso da un sentiero sinuoso al quale si può accedere dal piano terra e dal primo piano.
A nord, il giardino Alzheimer trova spazio in un’area racchiusa del parco e si collega direttamente all'edificio e al cortile interno attraverso un percorso continuo.
A ovest, si trova una piccola area esterna di parcheggio e una rampa conduce al parcheggio sotterraneo. Nell’ipotesi scenario urbanistico futuro, l'edificio del Municipio viene sostituito con una nuova struttura polifunzionale caratterizzata da un piano terra completamente aperto.
La giuria ritiene che il progetto ha colto lo spirito e la visione di creare una sensazione di familiarità all’interno dell’edificio. La diversità nell'uso dei materiali e l'intimità presente nelle unità sono apprezzati dalla giuria, in modo particolare l'attenzione posta alla piccola scala dove nicchie e informali salette d'incontro si pongono in alternativa ai corridoi tradizionali. Tuttavia la giuria teme che l’ampia struttura manchi di una chiara gerarchia e che il tutto sia troppo introverso escludendo così un reale rapporto con il paese di Coldrerio. Il lavoro quotidiano dei dipendenti e del personale in questa tipologia così estesa è inefficace in termini di gestione e di costi. In generale si ha l’impressione che le indicazioni della giuria dopo la prima fase non siano state indagate come auspicato. La grandezza e l’estensione dell’edificio occupa molto del terreno messo a disposizione anche perché si situa proprio nel suo centro. Questo produce "avanzi", spazi urbani, senza una chiara gerarchia tra la struttura dell'edificio e l'ambiente circostante.
La relazione e la connessione con il contesto circostante del paese di Coldrerio non viene presa in considerazione e la struttura di villaggio proposta diventa così fine a se stessa.
Vi è una forte intenzione in questo progetto di rompere la struttura dell'edificio in unità più piccole con diverse identità. La preoccupazione è comunque che l’edificio diffuso ma collegato al suo interno, sia troppo grande e, pertanto, verrà vissuto e percepito come un grande blocco, creando la sensazione di essere in una comunità chiusa.
La struttura proposta produce spazi di qualità ma nello stesso tempo vi è anche preoccupazione per quanto riguarda l’organizzazione interna. La struttura diffusa genera spazi non programmati, dove vestiboli, nicchie e corridoi sono in grado di ospitare incontri informali all'interno dell'edificio. Questo aspetto positivo genera anche delle preoccupazioni per quanto riguarda il lavoro e la manutenzione quotidiana interna dove il fattore tempo e la facile accessibilità a tutti gli spazi sono fattori essenziali.
I cortili interni creano piacevoli aree d’incontro con diverse identità per ogni blocco e diventano punti fissi e d’orientamento all'interno della struttura. Tuttavia in particolare al piano terra, l’organizzazione degli spazi sembra troppo complessa e manca una chiarezza e una gerarchia naturale nello spazio. Il primo piano ha un’organizzazione più chiara e un approccio più funzionale.
La grande struttura dell'edificio crea molta superficie di facciata. La giuria ritiene che sarà difficile per questo progetto raggiungere gli standard di sostenibilità Minergie-A-Eco. La diversa scelta dei materiali si traduce in un costo elevato d’investimento e di manutenzione.
L’edificio diffuso è costoso, sia per gli investimenti necessari alla sua realizzazione che poi per la sua manutenzione. I molteplici livelli e i differenti tetti proposti combinati con i piccoli dettagli di facciata, nicchie e sporgenze sono apprezzati ma allo stesso tempo molto costosi. Tutti gli edifici sono creati come elementi prefabbricati, il che è economicamente efficiente. Ciononostante la preoccupazione della giuria è che i costi complessivi siano comunque troppo alti, soprattutto per quanto riguarda i materiali delle facciate, tetti verdi, mobilio e tutto il montaggio considerando i molti metri quadrati complessivi presenti in tutto l’edificio. La pianta estesa e le lunghe distanze non sono efficienti per il necessario flusso di lavoro quotidiano.
(Testo estratto dal rapporto della giuria)