Nuova casa anziani di Caslano
Offenes Verfahren
6 Via Campagna, 6987 Caslano
Publikationsdatum
18.12.2015
Auftraggeber
Casa anziani Malcantonese, Fondazione Giovanni e Giuseppina Rossi
Galerie
Auftraggeber & Jury
Fachrichter
- Nicola Baserga, architetto
- Federica Colombo, architetto
- Aurelio Galfetti, architetto
- Riccardo Rossinelli, architetto
Sachrichter
- Mirja Andina, presidente della giuria
- Emilio Taiana,
- Roberto Perucchi,
Wettbewerbsresultat
1. rango «Traccia»
Impostazione urbanistica
La Giuria valuta la proposta di inserire un corpo basso, di due livelli fuori terra, dalla massima estensione permessa dai regolamenti edilizi, a dispetto di quanto di principio si potrebbe immaginare, di buona pertinenza urbanistica. Il contesto caratterizzato dalla presenza di edifici dalla dimensione diversa e da strade dal calibro diverso si dota di un nuovo volume dalla dimensione eccezionale che bene esprime la funzione pubblica.La relazione tra via Mera, e il nuovo volume, filtrata dall’area parcheggi, appare immediata e adeguata al carattere pubblico del nuovo edificio.
Impostazione architettonica
La Giuria apprezza la chiarezza tipologica dell’edificio nel quale il programma, oltre che da un piano interrato, è distribuito su soli due livelli fuori terra: il piano terreno con tutti gli spazi di vita comune con il reparto protetto e il primo piano con gli spazi per la vita privata. I percorsi sono chiari, essenziali e molto intuitivi.
A quota piano terra i locali e gli spazi distributivi sono concepiti per avere una forte relazione con gli spazi esterni: il parcheggio coperto sul lato di via Mera, il giardino pubblico laddove la parcella ha maggiore profondità e il giardino protetto dove la profondità è inferiore.
Ben organizzato l’inserimento del Centro diurno e dell’Unità protetta, ubicati entrambi alla stessa quota e con accesso al giardino sensoriale.
Al livello superiore tutte le camere sono poste lungo i due lati maggiori del volume. Doppi corridoi, che creano spazi di movimento nei reparti di cura, servono in modo razionale le camere, i servizi e gli spazi comuni, che illuminati esclusivamente da patii interni e luce zenitale assumono un forte carattere introverso.
Una verifica della reale quantità di luce necessaria per gli spazi comuni al primo piano va fatta, mentre la cappella, dalla collocazione poco felice, necessita di luce naturale.
L'espressione architettonica conferma il carattere pubblico dell'edificio, coerente con l'impostazione urbanistica: il grande portico che accoglie il parcheggio e la trasparenza dello zoccolo sottolineano la permeabilità della vita pubblica, il disegno della facciata del primo piano dal carattere residenziale offre una connotazione più domestica, confortevole.
La scelta del tetto verde è coerente con l'impostazione urbanistica e rispettosa del contesto residenziale.
Il progetto convince inoltre per le sue caratteristiche funzionali uniche nel suo genere, che inducono a sviluppare un nuovo linguaggio all’interno della struttura sanitaria, inteso come rapporto tra gli spostamenti verticali e orizzontali ma anche con particolare riferimento alle relazioni che si intrecciano tra il personale e i residenti che abiteranno la casa.
Lo sviluppo orizzontale del progetto, con particolare riferimento ai reparti di cura, impone di ripensare i rapporti e gli equilibri tra le équipes del personale curante, generando delle nuove forme di collaborazione di cui è difficile al momento coglierne tutte le opportunità in termini di efficacia e di efficienza.
A parere della Giuria, questa inedita distribuzione degli spazi si inserisce in quel processo di nuova pianificazione strategica delle aziende sanitarie orientate all'utente, dove appare necessaria e incontrovertibile la necessità di recuperare efficienza nell'uso delle risorse e migliorare la qualità dei servizi prestati.
Aspetti costruttivi e finanziari
La modularità e la ripetizione degli elementi costituenti il progetto mostrano una proposta costruttiva semplice e di qualità. La soluzione strutturale ambiziosa è possibile ma andrà approfondita nelle dimensioni. La volumetria rientra nei parametri indicati dall’ente banditore per il rispetto dei costi.
2. rango «Villa Arzilla»
Impostazione urbanistica
La Giuria ribadisce la validità dell’impostazione urbanistica già espressa in prima fase: un volume posto lungo via Mera, che si sviluppa sull’intera profondità della particella e dall’altezza limitata si contrappone in modo eccezionale al carattere del quartiere determinandone con forza la propria valenza pubblica.
Impostazione architettonica
La Giuria si rammarica dell'abbandono della soluzione proposta in prima fase con le unità di cura organizzate su due livelli. Un’idea schematica, ma intrigante, quella di porre i soggiorni sul tetto e le camere al piano sottostante, che meritava un approfondimento.
L’organizzazione proposta in seconda fase è adeguata alle richieste e, anche se il collegamento con il centro diurno non risulta efficiente, la soluzione dell'attico interamente dedicato al reparto protetto è considerata sicuramente valida.
La chiarezza e la coerenza tipologica del progetto in generale sono apprezzate, i percorsi interni sono chiari e intuitivi e offrono diverse opportunità di movimento per i residenti.
Per quanto riguarda l’espressione architettonica e l’identità pubblica dell’edificio, sebbene si riconosca l’indubbia valenza del portico quale elemento caratterizzante il volume, meno corretta appare l’omogeneità dei fronti, quello verso strada e quello verso il giardino, che offrono luce a spazi dalle funzioni diverse.
La Giuria riconosce la grande qualità nelle trasparenze, tra strada e giardino a piano terra e tra soggiorni delle unità di cura e giardino protetto ai piani superiori, che offrono ricchezza agli spazi. Questi spazi, l’entrata-soggiorno a piano terra e i soggiorni al primo piano, per proporzioni e geometria non convincono pienamente.
Aspetti costruttivi e finanziari
Il progetto appare razionale e coerente dal profilo costruttivo. La grande volumetria risultante dal progetto richiede un maggior approfondimento per la verifica del rispetto degli obbiettivi finanziari.
3. rango «Vitanova»
Impostazione urbanistica
La Giuria valuta positivamente il progetto che si presenta come un volume compatto, dalle dimensioni conformi a quanto permesso, ma sensibilmente articolato in modo da rispondere adeguatamente al contesto urbanistico. Come pure la scelta della posizione dell’entrata principale, che ancora il volume all’incrocio delle strade, e ne mostra il suo carattere pubblico.
La decisione di posizionare i posteggi in superficie dedicando ad essi una parte del terreno va un po’ a discapito della qualità urbana degli spazi esterni.
Impostazione architettonica
La Giuria apprezza la chiarezza dell'impianto tipologico e la proporzione degli spazi nella relazione al sistema distributivo interno e nella relazione con gli spazi esterni, la strada, il giardino comune e il giardino protetto, che ne fanno un progetto di qualità.
L’espressione architettonica, pur non ovunque convincente, bene esprime la destinazione pubblica dell’edificio.
Gli spazi richiesti nel programma di concorso e le rispettive superfici sono distribuiti all’interno del progetto in maniera precisa e funzionale, ad eccezione forse dei locali adibiti all’amministrazione, che suddivisi su più livelli appaiono poco razionali nelle loro relazioni. Nei reparti di cura i numerosi percorsi sono integrati a vantaggio di una mobilità che si sviluppa secondo una sequenza, un ritmo e degli scorci che ne definiscono un chiaro valore spaziale.Da elogiare è pure la soluzione dell'attico, dedicato al centro diurno e all'unità protetta. L’organizzazione di queste due funzioni, ben distribuite in rapporto ai due spazi esterni, posti su lati opposti, risponde in modo intelligente alle richieste date.
Aspetti costruttivi e finanziari
Le soluzioni costruttive appaiono adeguate e coerenti rispetto alle scelte architettoniche. La volumetria progettata rispetta le condizioni poste dagli obiettivi finanziari della committenza.
4. rango «E-O»
Impostazione urbanistica
La Giuria conferma la bontà delle scelte volumetriche impostate sulla distinzione fra un corpo d'angolo compatto e un padiglione annesso posto nel giardino. La distinzione fra la parte notte dedicata alle cure, da quella diurna che raggruppa gli spazi pubblici, appare interessante. Non convince l'approfondimento architettonico del disegno dei fronti e della formulazione plastica del volume principale, in particolare la nuova formulazione della corte rivolta verso la strada che ne indebolisce la compattezza e il carattere pubblico dell'edificio.
Impostazione architettonica
Al piano terra non convince la distribuzione delle camere in rapporto allo spazio strada mentre ai piani camere si apprezza la ricchezza degli spazi comuni che offrono varietà di spazi e di percorsi che ottengono l’effetto di personalizzare maggiormente il luogo di vita.
Aspetti costruttivi finanziari
Le soluzioni costruttive appaiono adeguate e la volumetria corrisponde alle aspettative in relazione agli obiettivi finanziari.
5. rango «Noce»
Impostazione urbanistica
Il progetto della prima fase era caratterizzato da un corpo compatto d'angolo e da un edificio annesso di cui si era richiesta una più specifica connotazione in relazione al parco. L'evoluzione proposta dal progettista disillude le aspettative, in quanto l’edificio annesso appare come un prolungamento del primo, che di conseguenza perde in chiarezza volumetrica e legittimità urbanistica.
Si apprezzano la qualità offerta dalla corte interna, la relativa distribuzione ai piani e la conseguente chiarezza tipologica. Ciò determina però al tempo stesso un limite, nel senso di costituire una componente di cesura verso l’esterno dal punto di vista delle interazioni sociali, privilegiando un aspetto di ripiegamento interno. La relazione tra l’unità protetta e gli spazi esterni proposti risulta problematica.
Aspetti costruttivi e finanziari
Le scelte costruttive appaiono coerenti e la volumetria al limite della sostenibilità finanziaria
6. rango «Aya»
Impostazione urbanistica
Il progetto si contraddistingue per la chiarezza d’impostazione volumetrica con un unico corpo longitudinale posto lungo la strada, le cui proporzioni permettono di ottimizzare lo spazio dedicato al giardino e le relazioni con esso.
Impostazione architettonica
Si apprezza la generosità dello spazio soggiorno in dialogo sia con l'entrata sia con i livelli superiori delle camere, conferendo un forte carattere di condivisione e un’accentuata relazione con il giardino. Tuttavia non sembra risolta la criticità di questa impostazione chedetermina una compenetrazione dello spazio giorno con quello notte. Non convince il ridisegno del fronte verso il giardino, per la gestione omogenea di tutti i piani che appare incongruente con i contenuti e conferisce al volume una mole eccessiva. Al piano camere la distribuzione delle stesse con un lungo corridoio non risulta sufficientemente approfondita. Dal profilo costruttivo, l'involucro appare risolto pragmaticamente mentre la grande superficie vetrata dello spazio comune non sembra poter garantire, in questa veste, un sufficiente benessere climatico.
Aspetti finanziari
Le soluzioni costruttive appaiono adeguate e la volumetria rispetta le aspettative per rapporto agli obiettivi finanziari.